Comfocus, studio dei comportamenti di acquisto alimentare

Il progetto di ricerca europeo Comfocus vuole sviluppare una banca dati e una piattaforma condivisa di conoscenze per rendere disponibili gli studi sulle scelte e i consumi di prodotti agroalimentari. L’adozione di scelte alimentari sane è un tassello importante per la transizione verso sistemi alimentari sostenibili

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Foto di Aline Ponce da Pixabay

(Rinnovabili.it) – Cosa si nasconde dietro i nostri acquisti? Quale criterio determina le nostre scelte? Ogni preferenza è istintiva o ragionata? Il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento partecipa a un progetto Comfocus che studia scientificamente i comportamenti di acquisto di prodotti agroalimentari. Comportamenti che, come abbiamo sottolineato in tante occasioni, hanno riflessi importanti in primis sulla nostra salute, ma anche – ed è un aspetto altrettanto rilevante – su quella del Pianeta.

Condividere le conoscenze

In tutto il mondo la ricerca relativa all’alimentazione studia tutti gli aspetti possibili, ma ogni gruppo si muove in modo indipendente; raramente i risultati sono messi a disposizione come punto di riferimento per condurre nuovi studi.

Il progetto di ricerca europeo Comfocus (Communities on Food Consumer Science) vorrebbe “fare ordine” nelle ricerche che studiano scelte e consumi di prodotti agroalimentari. Il progetto dura quattro anni (2021-2025). La Commissione Europea, nell’ambito del programma Horizon 2020, ha assegnato a Comfocus un finanziamento di circa cinque milioni di euro.

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Seguendo i principi Fair (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable, ovvero trovabile, accessibile, interoperabile e riutilizzabile), Comfocus intende sviluppare una piattaforma condivisa di conoscenze, una banca dati di informazioni e servizi digitali di facile accesso per tutti i gruppi di ricerca europei impegnati nel settore.  

Un consorzio internazionale di 14 atenei

Il progetto si articola in attività di collaborazione in rete, una ricerca congiunta e un accesso transnazionale e virtuale ad alcune delle principali infrastrutture di ricerca. I risultati verranno poi divulgati e promossi attraverso un forum nella convinzione che condividere le conoscenze nello studio dei consumi agroalimentari possa apportare un importante contributo alla sostenibilità che deriva dall’adozione di scelte alimentari sane.

Il progetto internazionale è coordinato dalla Wageningen University (Paesi Bassi) e vi partecipa un consorzio di 14 atenei, per l’Italia il DEM di Trento e l’Università di Bologna.

Il Dipartimento di Economia e Management ha ottenuto un finanziamento di circa 220mila euro per studiare il ruolo delle emozioni sull’acquisto e consumo di prodotti agroalimentari. Del gruppo di ricerca guidato da Roberta Raffaelli fanno parte Simone Cerroni (che afferisce anche al Centro Agricoltura Alimenti Ambiente dell’Università di Trento) e Luigi Mittone.

Emozioni e alimentazione

Perché studiare le emozioni? «Le emozioni influiscono su molti aspetti della vita quotidiana e condizionano le nostre scelte. Questo è particolarmente vero per le scelte di acquisto e consumo di prodotti agroalimentari. Un esempio è il disgusto verso prodotti a cui la cultura occidentale non è abituata. Un caso sono gli insetti che rappresentano un’importante fonte alternativa di proteine rispetto alla carne, la cui produzione ha invece un forte impatto sull’ambiente e sui cambiamenti climatici a causa delle emissioni di anidride carbonica e soprattutto di metano».

Insieme a ricercatori europei che operano nel campo delle scienze cognitive e comportamentali, nei laboratori di Economia cognitiva e sperimentale dell’Università di Trento si studierà il modo in cui gli stimoli innescano processi emozionali in grado di orientare le scelte dei consumatori.

I partecipanti allo studio saranno sottoposti a diversi tipi di stimoli: immagini o video di pietanze (ad esempio, a base di insetti) oppure informazioni sul rischio alimentare (ad esempio, la presenza nel cibo di batteri nocivi per la salute). I ricercatori applicheranno sulle dita dei partecipanti allo studio dei piccoli sensori in grado di registrare le variazioni nella sudorazione del corpo e nella conduttanza elettrica della pelle: da queste variazioni si capirà se i consumatori hanno provato disgusto o paura e come queste emozioni incidono sulle loro scelte di acquisto.

Coinvolgere i consumatori

Sia il progetto che i partner del progetto Comfocus fanno parte di FNH-RI, una rete di ricerca europea che comprende 150 istituzioni in 24 Paesi. FNH-RI, che studia le diete sane e sostenibili e promuove la ricerca sui modelli alimentari con i diversi attori coinvolti: ricercatori, cittadini, scienziati dei dati, industria e sviluppatori di tecnologie.

Attraverso la condivisione dei dati utili a stabilire linee guida di ricerca e di comportamento, FNH-RI si propone di coinvolgere i consumatori per favorire la transizione verso un sistema alimentare sostenibile e ridurre le malattie non trasmissibili.

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