Conoscere il sistema di certificazione con un LINK

Valoritalia, leader della certificazione per l’agroalimentare e la sostenibilità in Italia e in Europa, ha deciso di fare un salto in avanti per far conoscere il significato e soprattutto il valore della certificazione a un pubblico più ampio. Il mezzo ideale sono i social, dove il progetto LINK lo spiegherà in brevi video di un minuto

di Isabella Ceccarini

Immagine Valoritalia

Una garanzia per aziende e consumatori

La certificazione è una forma di garanzia per imprese, istituzioni e consumatori.

Oggi Valoritalia è leader della certificazione in Italia e in Europa sia nel settore agroalimentare sia per quanto riguarda la sostenibilità.

In pochi anni ha consolidato la sua posizione nel settore vitivinicolo: certifica oltre il 60% del vino italiano di qualità, ovvero ogni anno 2 miliardi di bottiglie passano il controllo di Valoritalia.

I servizi nel settore agroalimentare comprendono: Certificazione Biologica, Produzione Integrata (SQNPI), certificazioni di sostenibilità EQUALITAS, VIVA, ISO 21401 (turismo sostenibile), ISO 14064-1 e ISO14067 (carbon footprint di organizzazione e prodotto), Certificazione DOP, IGP e STG.

Consumatori sempre più attenti alle tematiche ambientali hanno reso le aziende più responsabili, ma soprattutto sentono il dovere di far conoscere il proprio impegno per la sostenibilità.

Per questo motivo, ad esempio, il dipartimento di Innovazione & Sviluppo di Valoritalia promuove progetti comunitari, nazionali e regionali, per sostenere la crescita dei territori rurali e propone soluzioni per le certificazioni di gruppo e strumenti di innovazione tecnologica.

Come funziona il sistema di certificazione?

Ne parliamo con Francesco Liantonio, presidente di Valoritalia: «La certificazione è un passaggio obbligatorio delle nostre denominazioni basato su un sistema di controllo a livello nazionale ed europeo. Per arrivare sul mercato, una denominazione deve superare una serie di passaggi».

Il primo di questi passaggi è un controllo documentale, ovvero si va a «verificare se c’è il carico di quella determinata partita di vino che poi si va a degustare. Si fanno esami organolettici, esami chimico-fisici di quella partita di vino, si va a verificare se negli anni ha rispettato tutto quello che prevede il disciplinare di produzione.

Solo dopo questi passaggi, che durano anni, quella partita di vino ha il via libera all’imbottigliamento».

Dopo aver superato tutti i controlli, l’azienda può apporre la cosiddetta fascetta di Stato sul collo della bottiglia. Solo in quel momento il vino può essere immesso nel mercato e incontrare i consumatori.

Leggi anche Approvato il ddl Made in Italy, le novità per l’agroalimentare italiano

Com’è nata l’idea di LINK

«La comunicazione di Valoritalia è stata sempre improntata al marketing istituzionale, dal momento che rappresenta il vino italiano, definito ambasciatore del Made in Italy nel mondo.

Questo approccio molto attento, ma anche un po’ serioso, ci allontanava dal mondo dei giovani e di buona parte dei consumatori», continua Liantonio.  

Era il momento di fare una riflessione più approfondita, di interrogarsi sulla responsabilità etico-sociale che è parte integrante di Valoritalia: una responsabilità che fa parte del concetto di sostenibilità.

A questo punto si è deciso di far conoscere ai giovani cosa c’è dietro una bottiglia di vino, ma bisognava adottare modalità di comunicazione adatte a loro. Così nasce il progetto social LINK: informazione rapida, facile, divertente e accessibile a tutti.

«Da anni abbiamo un rapporto con Tinto, il noto conduttore e autore radiotelevisivo. Con lui abbiamo preparato una serie di “pillole” di un minuto che ora verranno lanciate sui social».

LINK aiuta a conoscere il sistema di certificazione

Si tratta di brevi video di un minuto che raccontano in modo agile e spumeggiante realtà aziendali e territoriali certificate da Valoritalia.

L’idea alla base del progetto è accompagnare il pubblico in luoghi e aziende diversi ma accomunati dalla stessa sensibilità ambientale, dall’attitudine alla sperimentazione e dalla consapevolezza che la certificazione è un valore aggiunto.

Non solo attestazioni di conformità agli standard ambientali o alle normative nazionali ed europee, ma stimoli a realizzare cambiamenti concreti.

In media si trascorrono su Internet oltre tre ore al giorno. Pertanto, i social sono il mezzo ideale per raggiungere i giovani, e non solo: «Grazie alla collaborazione dei nostri clienti che hanno seguito tutto l’iter di certificazione raccontiamo cosa c’è dietro la certificazione di una bottiglia di vino o di un qualsiasi prodotto della filiera agroalimentare».

«Ogni anno commissioniamo a Nomisma delle indagini e ci siamo resi conto come negli anni sia cresciuta nei consumatori la consapevolezza del concetto di sostenibilità. Ci stiamo impegnando accelerare questo percorso, non vogliamo aspettare i tempi lunghi della burocrazia».

Articolo precedenteGoogle, in Europa accordi PPA per 700 MW eolici
Articolo successivoCatturare energia marina sulle coste con le “Fattorie delle Onde”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Leave the field below empty!