Sistema alimentare globale, serve una regia mondiale per renderlo sostenibile

In una lettera aperta indirizzata al cinese Qu Dongyu, il direttore generale della Fao, un gruppo di investitori da 14mila mld di dollari chiede all’agenzia con sede a Roma di prendere l’iniziativa e preparare un piano al 2050 con misure di mitigazione e adattamento

aziende agricole energivore
via Pixabay

Come riformare il sistema alimentare globale?

(Rinnovabili.it) – Genera un terzo dei gas serra mondiali, ma è l’ambito dove le politiche nazionali sul clima fanno più fatica a incidere davvero. La strada per rendere sostenibile il sistema alimentare globale, quindi, è una sola: un piano coordinato dall’Onu per tagliare le emissioni causate da agricoltura e allevamento. È la richiesta che arriva da un consorzio di investitori con un portafoglio complessivo di 14.000 miliardi di dollari, guidato dall’iniziativa FAIRR.

In una lettera aperta indirizzata al cinese Qu Dongyu, il direttore generale della Fao, si chiede all’agenzia con sede a Roma di prendere l’iniziativa e preparare un piano al 2050 con misure di mitigazione e adattamento per limitare l’impatto del cambiamento climatico sul sistema alimentare globale e, in parallelo, trasformarlo in una direzione più sostenibile.

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“Come investitori, riconosciamo i rischi finanziariamente rilevanti a cui è esposto il sistema alimentare globale, dal cambiamento climatico alla perdita di biodiversità, dalla malnutrizione alla resistenza antimicrobica, nonché gli impatti rilevanti che le attività del sistema alimentare hanno sull’ambiente”, si legge nella lettera. Servono quindi degli standard globali per l’industria agroalimentare e per la zootecnia.

Un’iniziativa che non si può più rimandare perché – ricorda il gruppo di investitori – anche se eliminassimo immediatamente tutte le emissioni legate ai combustibili fossili, i gas serra generati da agricoltura e allevamento sarebbero comunque sufficienti da soli per farci sforare la soglia degli 1,5°C.

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“Gli investitori stanno sempre più allineando i portafogli per affrontare i rischi climatici e naturali”, conclude la lettera. “Una tabella di marcia centrale con tappe fondamentali può aiutare gli investitori ad allineare i portafogli e a impegnarsi con le società in portafoglio per ridurre al minimo gli impatti ambientali e l’esposizione al rischio climatico e di biodiversità”. Oltre a generare 1/3 dei gas serra, infatti, il sistema alimentare globale è anche la principale minaccia per quasi il 90% delle specie oggi in via di estinzione, oltre a trainare tre quarti della deforestazione in America Latina.

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