Mappe della siccità: dalla NASA, la prima rilevazione globale

Le mappe della siccità rilevano i cambiamenti nella distribuzione dell’acqua e usano un modello computerizzato che simula i cicli dell’acqua e dell’energia.

Mappe della siccità
Credits: Irochka da 123rf.com

Le mappe della siccità sono utili per quei paesi che non hanno mezzi di monitoraggio delle acque sotterranee

(Rinnovabili.it) – I ricercatori della NASA hanno sviluppato delle nuove mappe globali che, con cadenza settimanale, sono in grado di registrare le condizioni dell’umidità del suolo e delle riserve di acqua sotterranea. Si tratta delle prime, grandi e complete mappe della siccità e, come sottolineato dall’idrologo Matt Rodell del Goddard Space Flight Center della NASA, la loro importanza è dovuta alla capacità di rilevare i fenomeni di siccità su scala mondiale: “La siccità di solito è monitorata quando si verifica nelle nazioni sviluppate. Ma quando c’è un episodio in Africa centrale, ad esempio, potrebbe non essere notato fino a quando non provoca una crisi umanitaria. Quindi è prezioso avere un prodotto come questo”.

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Il monitoraggio dell’umidità del suolo, infatti, è essenziale per gestire le colture agricole e prevederne le rese. Le acque sotterranee sono spesso la fonte per l’irrigazione delle colture e, altrettanto spesso, supportano i flussi durante i periodi di siccità. Ma le osservazioni terrestri, fino ad oggi, erano molto rare e incomplete per poter catturare il quadro completo di umidità e secchezza del suolo in tutto il mondo. Le mappe della siccità, invece, ottenute tramite osservazioni satellitari dei cambiamenti nella distribuzione dell’acqua, sfruttano anche un modello computerizzato che simula i cicli dell’acqua e dell’energia.

Il modello, nello specifico, produce delle rilevazioni variabili nel tempo della distribuzione dell’acqua a tre profondità: umidità del suolo superficiale, umidità del suolo della zona radicale (all’incirca 1 metro di profondità) e acque sotterranee poco profonde. Le mappe della siccità hanno una risoluzione di 1/8 ° di latitudine, fornendo così dati continui sull’umidità e sulle condizioni delle acque sotterranee in tutto il paesaggio. Infatti, uno degli obiettivi delle nuove mappe della siccità è quello di rendere disponibile lo stesso prodotto coerente in tutte le parti del mondo, specialmente nei paesi che non dispongono di infrastrutture di monitoraggio delle acque sotterranee.

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La siccità può essere un fenomeno molto complesso, sia in termini di tempistica, sia in termini di estensione. In superficie, l’umidità del suolo cambia rapidamente con le condizioni meteorologiche e, sebbene l’umidità nella zona della radice cambi un po’ più lentamente, è anch’essa molto sensibile agli agenti atmosferici. In “ritardo”, invece, arrivano le trasformazioni delle acque sotterranee, poiché non sono direttamente colpite dai cambiamenti del tempo. Ma per le prospettive più a lungo termine sulla siccità – o, al contrario, sul rischio di alluvione – le acque sotterranee sono la metrica da tenere d’occhio, ha concluso Rodell.

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