Siccità in Centro Italia: in Umbria, Lazio e Marche è ancora grave

In quasi tutte le regioni del Centro il bilancio idrico 2022 è “molto” o “estremamente” secco. Il deficit di precipitazioni è ancora importante: solo grazie alle ultime piogge si aggira tra il 30% ed il 40%

Siccità in Centro Italia: in Umbria, Lazio e Marche è ancora grave
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Il monitoraggio dell’Anbi sulla siccità in Centro Italia

(Rinnovabili.it) – Le piogge di settembre danno tregua al Nord, ma si aggrava la siccità in Centro Italia. Umbria, Lazio e Marche hanno una situazione idrologica “critica”. Che nella regione affacciata sull’Adriatico non viene alleviata dalle piogge anomale cadute stanotte tra l’anconetano e il pesarese – anche 400 mm d’acqua in poche ore, cioè 400 litri per ogni metro quadro, la quantità che normalmente cade in 6 mesi. Lo rende noto l’Osservatorio Anbi sulle risorse idriche nell’aggiornamento settimanale.

Lo stato della siccità in Centro Italia

In quasi tutte le regioni del Centro il bilancio idrico 2022 è “molto” o “estremamente” secco. Il deficit di precipitazioni è ancora importante: solo grazie alle ultime piogge si aggira tra il 30% ed il 40%. Con inevitabile impatto sugli ecosistemi.

In Umbria il Tevere è letteralmente appeso a un filo (d’acqua). La portata è di appena 2 metri cubi al secondo, molto vicina al minimo deflusso vitale cioè la soglia sotto la quale viene compromessa l’integrità ecologica del fiume. Il lago Trasimeno con -1,54m sullo zero idrometrico è ancora ben sotto la soglia critica (-1,2m). “Il deficit pluviometrico si attesta sul 40%”, nota l’Anbi, mentre “la situazione delle portate alle sorgenti è in molti casi peggiore dei siccitosi 2017 e 2012 con forte crisi soprattutto per le acque appenniniche”.

Continuando l’analisi della siccità in Centro Italia, nel Lazio preoccupa la situazione della capitale. In provincia di Roma, infatti, il deficit idrologico è peggiore di quello del 2017. Ad oggi a Roma sono caduti 190 mm di pioggia, mentre normalmente a fine settembre si raggiungono circa 520 mm. Il lago di Bracciano scende a 138 cm sullo zero idrometrico, mentre quello di Nemi cala di 13 cm in una settimana. Nel viterbese sono necessarie già ora le autobotti per 6000 persone, che potrebbero diventare 40mila in 28 comuni.

Nelle Marche, fino a ieri, “mancano all’appello 143 millimetri di pioggia (ne sono caduti 310 su una media di mm.453) e la temperatura resta più alta di quasi 3 gradi”, spiega l’Anbi. Molte sorgenti hanno portate quasi azzerate, mentre nel sud della regione ci sono 36mila persone a rischio interruzione di fornitura idrica.

Le piogge di agosto e settembre hanno risollevato un po’ la situazione al Nord, ma il deficit idrico medio resta ancora grave: -46%, valore ben più alto del -33% registrato nel 2017, l’ultimo anno con grave siccità.

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