Arrestato il mandante dell’omicidio di Berta Caceres

L’uomo che ha ordito l’efferato omicidio della leader ambientalista Berta Cáceres è il presidente della società energetica sconfitta dalla protesta indigena

berta caceres

 

Il numero 1 della Desa in manette per aver ucciso Berta Caceres

 

(Rinnovabili.it) – Una svolta clamorosa arriva a due anni esatti dallo scandaloso omicidio di Berta Caceres, l’ambientalista che difendeva i diritti dei popoli indigeni in Honduras contro gli interessi di una multinazionale dell’idroelettrico.

La polizia honduregna ha arrestato venerdì il presidente dell’azienda Desarrollos Energetico (Desa), Roberto Castillo Mejia, sospettato di aver ordito la trama che ha portato all’assassinio di Berta, uccisa nella sua casa di La Esperaza da alcuni sicari armati di pistola. L’arresto è avvenuto all’aeroporto internazionale di San Pedro Sula, mentre l’uomo stava cercando di lasciare il paese. Castillo, secondo gli inquirenti, fornì la logistica e altre risorse agli autori materiali dell’assassinio. La Desa infatti aveva tutto l’interesse a silenziare le voci contrarie al grande progetto di una centrale idroelettrica sul fiume Guarcarque, cui si opponeva Berta e gli attivisti riuniti nel COPINH, il Consiglio civico di organizzazioni popolari ed indigene da lei presieduto.

Il popolo Lenca, tribù indigena che vive lungo il fiume, sarebbe stato privato della risorsa con la costruzione della diga, concessa alla Desa senza alcuna consultazione preliminare, pur prevista dalla legge. Cáceres aveva condotto una campagna di resistenza pacifica che ha scatenato un’ondata di repressione, tra cui campagne diffamatorie, sfratti violenti, molestie sessuali, false accuse di atti criminali e, infine, il suo omicidio.

 

>> Leggi anche: 197 attivisti ambientali uccisi nel 2017 <<

 

L’Honduras è uno dei paesi più pericolosi al mondo per chi difende i contadini e gli indigeni dalle ingerenze berta caceresdel settore privato. Dal colpo di stato del 2009, almeno 130 ambientalisti sono stati uccisi in circostanze quantomeno dubbie. Prima della sua morte, Berta aveva detto di aver paura di Castillo Mejía, a causa del suo passato nell’intelligence militare. Ha detto ad amici e parenti stretti che di essere stata perseguitata con lettere, telefonate e apparizioni senza preavviso.

Nella dichiarazione rilasciata dall’azienda, si afferma che Castillo Mejía non hanno nulla a che fare con l’omicidio: “La società rifiuta questa decisione che è il risultato di pressioni internazionali e campagne diffamatorie da parte di varie ONG nei confronti dell’azienda”. Intanto tutto il consiglio di amministrazione trema dopo l’arresto del presidente. Composto da ex ministri e famiglie potenti dell’Honduras, non è escluso che possa perdere altri pezzi eccellenti. “Il COPINH continuerà a denunciare l’intera struttura omicida e criminale dietro l’assassinio di nostra sorella Berta Caceres – sottolinea difatti il gruppo di attivisti – di cui David Castillo è solo un pezzo”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui