Uccisa Berta Càceres, attivista contro la deforestazione

Ha vinto il premio Goldman per le sue battaglie contro le dighe e la deforestazione in Honduras. Alcuni sicari l’hanno assassinata ieri notte

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(Rinnovabili.it) – Si chiamava Berta Càceres, era la fondatrice del COPINH, il Consiglio dei popoli indigeni dell’Honduras. Lottava contro la deforestazione e i diritti dei nativi. L’hanno ammazzata ieri, all’una di notte con un blitz in casa sua, a La Esperanza. Un assassinio premeditato, secondo la famiglia. La polizia, invece, ha detto che si è trattato di una rapina finita male. L’avevano minacciata una settimana prima, per la sua opposizione ad un progetto di impianto idroelettrico di grande impatto ambientale.

La sua morte ha sollevato un’ondata di indignazione internazionale, unita al cordoglio per la perdita di un altro baluardo contro la voracità delle multinazionali.

Secondo alcuni rapporti sono stati due killer, altri ne contano undici. Sono fuggiti dopo aver ucciso Berta e ferito suo fratello.

«Non ho alcun dubbio sul fatto che l’abbiano uccisa a causa delle sue battaglie – ha detto l’84 madre della vittima a radio Globo – Sono stati i militari e la gente della diga. Ritengo il governo responsabile».

 

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L’anno scorso, Berta ha vinto il Goldman Environmental Prize per la sua opposizione a uno dei più grandi progetti idroelettrici dell’America Centrale, quattro colossali dighe presso la cascata di Agua Zarca, sul fiume Gualcarque.

La campagna guidata dall’attivista honduregna ha rovinato i piani di una azienda locale (DESA), dietro la regia della finanza internazionale. La società di ingegneria cinese Sinohydro e l’International Finance Corporatio, braccio del settore privato della Banca mondiale, hanno dovuto fare marcia indietro. Ma non senza lasciarsi alle spalle una scia di sangue.

I pericoli erano cresciuti nelle ultime settimane. Dopo una marcia del COPINH a Rio Blanco, il 20 febbraio, Berta Càaceres e gli altri partecipanti si sono scontrati con l’esercito, la polizia, il sindaco locale e i dipendenti della DESA. Diversi sono stati arrestati e alcuni minacciati, ha denunciato il Consiglio in un comunicato.

Non era la prima volta. Cáceres aveva più volte dichiarato di aver ricevuto avvertimenti. Se continuerai a darci fastidio, le dicevano, verrai violentata o finirai sottoterra.

 

Secondo la ONG Global Witness, che tutela i diritti dei popoli indigeni esponendo le ingerenze dei governi e delle grandi aziende nei loro confronti, l’Honduras è il Paese più pericoloso del mondo per gli attivisti ambientali. Tra il 2010 e il 2014, scrive la ONG in un recente rapporto, 101 persone sono state assassinate nello Stato per essersi opposte alle devastazioni del territorio.

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