La COP15 sulla biodiversità deve triplicare gli investimenti nella natura entro il 2030

La prossima settimana, a Montréal, si stabiliscono i nuovi obiettivi sulla diversità biologica per il decennio. Per renderli credibili è indispensabile che siano accompagnati da impegni finanziari robusti. E oltre a investire di più, bisogna cancellare i sussidi ambientalmente dannosi, oggi da 3 a 7 volte più corposi degli investimenti in difesa egli ecosistemi

COP15 sulla biodiversità: verso un accordo globale, ma senza soldi
Foto di Anja-#pray for ukraine# #helping hands# stop the war da Pixabay

Le stime dell’Unep indicano la scala su cui si deve muovere la finanza per la natura alla COP15 sulla biodiversità

(Rinnovabili.it) – Per tutelare ecosistemi e diversità biologica, il flusso globale di investimenti deve raddoppiare nel giro di tre anni. Arrivando alla cifra di 384 miliardi di dollari l’anno entro il 2025. Ma al tempo stesso bisogna eliminare gradualmente, oppure correggere, tutti quei sussidi pubblici che danneggiano l’ambiente. E che oggi sono da tre a sette volte più corposi di quelli per la tutela ambientale. Il calcolo dell’Unep, l’Agenzia Onu per la protezione ambientale, atterrerà la prossima settimana alla COP15 sulla biodiversità di Montréal. Un appuntamento cruciale per fissare i nuovi obiettivi per il decennio.

La linfa che renderà credibili i nuovi obiettivi stabiliti alla COP15 sulla biodiversità, che rimpiazzano i target di Aichi, è la finanza per la natura. Oggi a livello globale vengono mobilitati poco più di 150 mld $ l’anno in soluzioni nature-based. Per l’Unep, questo volume deve raddoppiare in fretta, per poi arrivare alla somma di 484 mld $ l’anno entro il 2030. Mobilitando anche più risorse private, visto che dalle casse pubbliche oggi proviene più di un dollaro su 10.

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“La scienza è innegabile. Nella transizione verso emissioni nette zero entro il 2050, dobbiamo anche riorientare tutte le attività umane per alleggerire la pressione sul mondo naturale da cui tutti dipendiamo”, dichiara Inger Anderson, direttore esecutivo dell’Unep. “Questo richiede che i governi, le imprese e la finanza aumentino massicciamente gli investimenti in soluzioni basate sulla natura, perché gli investimenti nella natura sono investimenti per garantire il futuro alle generazioni future”.

La finanza per la biodiversità è un tassello essenziale per riuscire a mantenere il riscaldamento globale sotto la soglia di 1,5 gradi, spiega il rapporto mostrando l’intima connessione tra tutela degli ecosistemi e contrasto alla crisi climatica. Per riuscirci, serve un’azione immediata e investimenti cumulativi di 11.000 mld $ tra il 2022 e il 2050, da focalizzare soprattutto su agricoltura sostenibile e ripristino delle torbiere. ‘Nature-based solutions’ che, secondo l’Unep, sono fondamentali, perché il ‘semplice’ abbandono dei combustibili fossili e una transizione energetica spedita, da soli, non basterebbero.

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