Caldo record e siccità: in Francia, sospese le attività di 8 centrali nucleari

Per la seconda volta in meno di un mese, l’EDF, l’operatore energetico transalpino, ha dovuto limitare o interrompere la produzione elettrica in diversi siti nucleari

centrali nucleari franciaLe centrali nucleari sfruttano l’acqua di laghi e fiumi per raffreddare i reattori, ma le temperature record limitano le risorse idriche

 

(Rinnovabili.it) – L’ondata di calore e il prolungato periodo di siccità hanno ridotto la capacità di generazione elettrica da nucleare in Francia dell’8%: diverse centrali nucleari transalpine sono state messe in stand by o limitate a causa dell’innalzamento delle temperature di laghi e fiumi le cui acque vengono impiegate per raffreddare i reattori. Discorso simile in Germania, dove l’operatore energetico PreussenElektra ha annunciato la sospensione delle attività nell’impianto di Grohnde, sul fiume Weser.

 

Il gestore della rete energetica nazionale francese, RTE, ha spiegato che l’ondata di calore porterà a una riduzione di 5,2 GW nella capacità degli impianti nucleari almeno fino alla giornata di oggi, quando le temperature dovrebbero cominciare a calare nel centro Europa.

 

Sui 58 reattori presenti in Francia, 6 sono stati limitati nella giornata di giovedì, quando sia a Parigi che a Bordeaux sono state registrate le più alte temperature di sempre (rispettivamente 42,6°C e 41,2°C), mentre altri 2 impianti sono stati messi offline.

 

EDF, l’operatore che gestisce la rete di generazione nucleare in Francia, ha spiegato che le operazioni nelle centrali di Bugey, St. Alban e Tricastin potrebbero restare limitate anche dopo la giornata odierna, a seconda di come evolverà l’ondata di calore che ieri ha fatto registrare temperature record un po’ in tutta l’Europa centrale, con i massimi di sempre in Belgio, Olanda e Germania.

 

Preoccupante la situazione nel sud della Francia, dove i due reattori della centrale nucleare di Golfech da 2,6 GW sono stati momentaneamente spenti a causa dei bassi livelli del fiume Garonne, le cui acque servono sia ad alimentare il processo di generazione elettrica che ad abbassare le temperature nei nuclei.

 

Il surriscaldamento delle acque, la penuria idrica e il ricorrere di sempre più frequenti ondate di calore sta diventando un problema serio per la generazione elettrica nucleare: dal 2003, sono già 5 le estati in cui gli impianti europei hanno dovuto abbassare il livello di produzione o sospendere le operazioni (l’ultima volta lo scorso anno, quando Francia, Germania, Svezia, Svizzera e Finlandia dovettero limitare diversi reattori).

 

Meno di un mese fa, nell’ultima settimana di giugno, la EDF aveva annunciato la sospensione delle attività nei 4 reattori della centrale di Civaux, nella regione di Bugey, a causa dei livelli minimi raggiunti dal fiume Vienne da cui viene prelevata l’acqua di raffreddamento

 

Secondo un recente report dell’IEA, il lento declino del nucleare, considerato una fonte energetica “pulita” in quanto emette basse quantità di gas serra, potrebbe compromettere il raggiungimento degli obiettivi fissati con l’Accordo di Parigi.

Nella sola Francia, il comparto nucleare garantisce circa i 3/4 del fabbisogno energetico nazionale. L’aumento della frequenza delle ondate di calore in Europa, previsto da uno studio della World Meteorological Organization, potrebbe mettere a rischio una delle fonti energetiche più utilizzate nel vecchio continente.

2 Commenti

  1. Se per questo anche le centrali a carbone, gas, olio, o qualsiasi centrale che abbia una turbina a vapore ha bisogno di uno scambio termico.. quindi nell’ultimo paragrafo, dove evidenziate il problema delle ondate di calore, non é solo per il nucleare, ma per qualsiasi centrale elettrica che abbia una qualsiasi turbina a vapore.

  2. Raccolgo l’invito di RINNOVABILI. IT sulle difficoltà delle centrali nucleari francesi per la riduzione di potenza dovuta al caldo.
    Francia vs Italia, due Paesi così vicini geograficamente e così lontani energeticamente. Sarebbe interessante e significativo fare un confronto tra i due paesi, da diversi punti di vista :
    – quello economico in primis,
    – quello dei DANNI dovuti all’impatto ambientale in termini di gas rilasciati, gas serra, inquinanti, polveri, quindi danni alla salute
    – quello dei RISCHI per incidenti ( ricordiamo l’idrico, rinnovabile, con l’incidente del Vaiont)
    – quello dell’impatto sul sistema industriale ( il nucleare sistemico – 58 impianti – vs il fotovoltaico!)

    Sarebbe interessante un CONFRONTO SERIO

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