Nell’alluvione in Australia c’è lo zampino del cambiamento climatico

Piogge torrenziali causate dall’interazione fra 3 distinti sistemi meteorologici. Il rapporto sullo stato del clima 2020 avvertiva che i cambiamenti climatici avrebbero comportato eventi simili nel paese

Alluvione in Australia: il ruolo del cambiamento climatico
Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

Già 18mila sfollati per l’alluvione in Australia

(Rinnovabili.it) – Un evento estremo che capita non più di “una volta ogni 50 anni”. Numero di sfollati salito a 18mila. Inondazioni lampo che flagellano l’intera costa del New South Wales. Esercito in campo. E previsioni meteo che non fanno ben sperare, ancora per oggi almeno. L’alluvione in Australia sta interessando un’area molto vasta, in particolare la costa sud-orientale. E la sua intensità dipende anche dal cambiamento climatico.

L’alluvione in Australia è causata dall’interazione fra 3 distinti sistemi meteorologici. Un ciclone tropicale al largo della costa di Kimberley, Australia occidentale. Che si combina con una depressione costiera al largo del New South Wales. E un’area di alta pressione stazionaria, tra Tasmania e Nuova Zelanda. Quest’ultima genera venti che concentrano l’umidità del ciclone nell’area interessata dalla depressione. Il mix perfetto per piogge torrenziali.

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Nell’ultimo rapporto nazionale sullo stato del clima, preparato dal Bureau of Meteorology e dallo CSIRO, la possibilità di alluvioni di questo tipo, legate alle oscillazioni nel regime di precipitazioni, era esplicitamente menzionata. E legata al cambiamento climatico: “La continua diminuzione delle piogge durante la stagione fredda in molte regioni dell’Australia meridionale e orientale”, si legge nel rapporto, “probabilmente porterà a una durata maggiore delle siccità, ma anche a eventi caratterizzati da piogge intense e di breve durata”.

L’alluvione sta interessando un’area dove vivono 10 milioni di persone, attorno alla capitale Sidney. Fortunatamente, secondo le autorità non si sarebbero registrati morti. Per il premier del New South Wales, Gladys Berejiklian, questo è “praticamente un miracolo visto quello che stiamo passando”. Non è andata così invece per migliaia di animali e di capi di allevamento. Intanto non è ancora il momento di abbassare la guardia. I fiumi Hawkesbury e Nepean che lambiscono la capitale a nord e a ovest hanno raggiunto livelli di guardia senza precedenti nella storia. Sotto pressione anche la diga di Warragamba, il principale bacino idrico di riferimento per Sidney, che da domenica ha iniziato a scaricare per evitare il trabocco.

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