L’Amazzonia sottosopra: emette più gas serra di quanti ne assorbe

Uno studio condotto con rilevazioni satellitari sul quadrante brasiliano, che ospita il 60% della più grande foresta pluviale al mondo, conferma che il polmone verde della Terra ormai funziona al contrario. E non è chiaro se il processo potrà essere invertito di nuovo

Amazzonia: da 10 anni emette più gas serra di quanti ne assorbe
Terreni disboscati a Capixaba, Acre, in Brasile – Foto di Lou Gold / Flickr

L’Amazzonia è un contributore netto da 10 anni

(Rinnovabili.it) – L’Amazzonia è un contributore netto di gas serra da almeno 10 anni. Nell’ultimo decennio la più grande foresta pluviale al mondo ha emesso più anidride carbonica di quanta ne abbia assorbita. Dietro al collasso in corso del principale polmone verde del pianeta c’è un fattore prettamente umano, come le politiche (insufficienti) di protezione ambientale dei paesi latinoamericani. Ma c’è anche il cambiamento climatico, in parte dovuto a fattori antropici, con il fenomeno climatico El Niño che ha contribuito al degrado della copertura forestale.

Secondo uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Climate Change, l’Amazzonia brasiliana negli ultimi 10 anni ha emesso ben il 20% di emissioni di CO2 in più di quante ne sia stata capace di assorbire. Non sono dati che abbracciano l’intera estensione della foresta pluviale, ma restano molto significativi visto che il 60% dell’Amazzonia è situata in Brasile.

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I ricercatori hanno calcolato che dal 2010 al 2019, il bacino amazzonico brasiliano ha emesso 16,6 miliardi di tonnellate di CO2, mentre ne ha assorbiti solo 13,9 miliardi. E l’anidride carbonica rilasciata a causa del degrado della foresta è tre volte di più di quella emessa per cause legate direttamente alla deforestazione. Questo non significa che il disboscamento non giochi un ruolo centrale, tutt’altro. Nel 2019 sono spariti 3,9 milioni di ettari di Amazzonia, mentre nel 2017 e 2018 la perdita si era fermata a 1 mln di ettari per anno.

“L’Amazzonia brasiliana nel suo insieme ha perso parte della sua biomassa e quindi ha rilasciato carboniospiega Stephen Sitch, tra gli autori della ricerca – Conosciamo tutti l’importanza della deforestazione dell’Amazzonia per il cambiamento climatico globale. Eppure il nostro studio mostra come le emissioni dei processi di degrado forestale associati possano essere ancora maggiori. Il degrado è una minaccia pervasiva per la futura integrità delle foreste e richiede un’attenzione urgente da parte della ricerca”.

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Da cosa dipende il degrado? In parte dalla deforestazione stessa, che rende più vulnerabili le zone marginali. La caduta di alberi e gli incendi sono altri fattori che influiscono sullo stato di salute dell’Amazzonia. A loro volta, questi fenomeni sono resi più pesanti e frequenti dal cambiamento climatico, in particolare dalla siccità che è legata direttamente all’aumento della mortalità degli alberi.

Di recente, un’altra ricerca aveva rilevato che l’Amazzonia era diventata un emettitore netto di carbonio, anche se l’orizzonte temporale considerato dallo studio era più limitato. I risultati di questa nuova ricerca, quindi, non sono proprio inaspettati. “Più o meno ce lo aspettavamo, ma è la prima volta che abbiamo dati che mostrano che l’Amazzonia brasiliana si è capovolta e ora è un emettitore netto”, spiega Jean-Pierre Wigneron, co-autore dell’articolo. “Non sappiamo a che punto il passaggio potrebbe diventare irreversibile”.

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