L’EPA riconosce le cause antropiche del cambiamento climatico

Cancellata un’altra pagina dell’amministrazione Trump, con un passo avanti anche rispetto a Obama. Per la prima volta, l’Agenzia statunitense per la protezione ambientale riconosce che il climate change dipende in parte dall’azione dell’uomo

Cambiamento climatico: l’EPA dice per la prima volta che ha cause antropiche
Foto di janeb13 da Pixabay

Online l’aggiornamento del sito EPA con gli indicatori del cambiamento climatico

(Rinnovabili.it) – “I gas serra prodotti dalle attività umane sono il motore più significativo del cambiamento climatico osservato dalla metà del XX secolo”. Con questa frase si apre la sezione del sito internet dell’EPA sugli indicatori del climate change. Frase tutt’altro che banale: è la prima volta che gli Stati Uniti riconoscono ufficialmente tramite la loro agenzia per la protezione dell’ambiente che il riscaldamento globale ha anche delle cause antropiche.

Questo passo non era riuscito neppure sotto l’amministrazione Obama. Durante il mandato di Trump il rapporto sugli indicatori del cambiamento climatico era stato congelato: nessun aggiornamento per 4 anni e via tutti i riferimenti ritenuti “scomodi”.

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Il numero 1 dell’EPA, Michael Regan, ha dichiarato che “combattere il cambiamento climatico non è facoltativo. È un compito essenziale per l’EPA. Ci muoveremo con un senso di urgenza perché sappiamo qual è la posta in gioco”. ‘Compito essenziale’, ma fino ad ora tutt’altro he scontato. Obama aveva inserito la CO2 e altri gas serra tra le emissioni climalteranti, e dato all’EPA il mandato per regolarle. Il Clean Power Act del 2015 con cui venivano introdotte queste modifiche era stato già molto criticato all’epoca, per poi finire bersagliato sotto Trump. Con Biden l’EPA ha più margini di manovra e può indirizzare le politiche affinché tengano conto della crisi climatica.

“Non esiste una piccola città, una grande città o una comunità rurale che non sia influenzata dalla crisi climatica”, ha aggiunto Regan. “Gli americani stanno vedendo e sentendo gli impatti da vicino, con crescente regolarità”.

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Il rapporto sugli indicatori del cambiamento climatico riunisce e integra i dati e le rilevazioni di tutte le agenzie americane che monitorano i vari aspetti legati alla crisi climatica: dalle emissioni allo stato dell’Artico, dall’aumento del livello dei mari agli incendi, alla tutela della biodiversità. “Con questo aggiornamento atteso da tempo, ora abbiamo dati aggiuntivi e una nuova serie di indicatori che mostrano che il cambiamento climatico è diventato ancora più evidente, più forte ed estremo”, ha concluso Regan.

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