La prima vittima dei disastri climatici? La giustizia tra le generazioni

La generazione Alpha riceve un’eredità pesantissima dai boomer: nella loro vita si troveranno di fronte al doppio degli incendi, 1,7 volte in più cicloni tropicali, 3,4 volte in più inondazioni, 2,5 volte in più perdite di raccolti e 2,3 volte in più eventi siccitosi

Disastri climatici: quanto pesano sulle nuove generazioni?
via depositphotos.com

Chi nasce oggi dovrà affrontare il triplo di disastri climatici rispetto ai nonni

(Rinnovabili.it) – Ad aprile un tribunale tedesco ha emesso una sentenza storica: la Germania è obbligata a rendere più ambiziosa la sua politica climatica perché non protegge a sufficienza i diritti delle generazioni future. È una via, quella della giustizia e delle sentenze, che gli attivisti per il clima stanno imboccando sempre più spesso per incidere sulla transizione ecologica degli Stati, e con risultati spesso buoni (in Italia c’è una causa in corso). Ma basta a proteggere davvero le nuove generazioni? Uno studio sui disastri climatici pubblicato su Science dice di no.

Secondo i ricercatori, i boomer lasciano un’eredità pesantissima alla generazione Alpha, cioè quella costituita dai nati dopo il 2012. Ai loro nipoti, chi è nato e cresciuto negli anni del boom economico del dopoguerra presenta un conto fatto di disastri climatici: le nuove generazioni dovranno vedersela con eventi climatici estremi tre volte più frequenti di quelli affrontati dai loro nonni.

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La crisi climatica ha una dimensione di giustizia intergenerazionale che fatica a emergere e a diventare argomento di dibattito. Questo studio, il primo del suo genere e guidato dai ricercatori della Libera Università di Bruxelles, dà un contributo in questa direzione. “I nostri risultati evidenziano una grave minaccia per la sicurezza delle giovani generazioni e richiedono drastiche riduzioni delle emissioni per salvaguardare il loro futuro”, riassume al Guardian Wim Thiery, prima firma del lavoro.

A restare imbrigliati in una rete di disastri climatici più frequenti non sono soltanto i giovanissimi. Lo studio è riuscito a dimostrare che tutti quelli che oggi hanno meno di 40 anni – millennials, generazione Z e Alpha – vivranno ondate di calore, siccità, inondazioni e perdite di raccolti agricoli che sarebbero stati virtualmente impossibili senza l’apporto del riscaldamento globale di origine antropica. Una probabilità inferiore allo 0,01%.

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La risultante è che se vogliamo restare entro gli 1,5 gradi pattuiti nel 2015 con l’accordo di Parigi, le nuovissime generazioni dovranno emettere 8 volte meno CO2 rispetto a quelle precedenti. Tutto questo mentre dovranno mitigare anche l’impatto di disastri climatici che incrociano più spesso le loro vite. Secondo le stime dei ricercatori, dovranno affrontare il doppio degli incendi, 1,7 volte in più cicloni tropicali, 3,4 volte in più inondazioni, 2,5 volte in più perdite di raccolti e 2,3 volte in più eventi siccitosi.

lm

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