Il ruolo del legno morto nel ciclo globale del carbonio

Un nuovo studio mostra come il legno forestale in decomposizione possa rilasciare fino a 10,9 miliardi di tonnellate di carbonio all’anno. Un dato che aumenterà con il progredire dei cambiamenti climatici

legno morto
Foto di Lutz Peter da Pixabay

Il legno morto delle foreste tropicali contribuisce in quota maggiore al rilascio del carbonio

(Rinnovabili.it) – Gli alberi svolgono un ruolo fondamentale a livello ecologico e climatico ma alcune parti del loro ciclo vitale rimangono ancora poco note a fini del bilancio carbonico. Ad esempio poco si sa del ruolo svolto dal legno morto: rami sparsi per il suolo, tronchi abbattuti o radici divelte. Il naturale processo di decomposizione di questa biomassa permette a importanti nutrienti di ritornare nell’ecosistema. Ma tra gli elementi restituiti c’è anche il carbonio che negli anni la pianta ha assorbito. A valutarne il peso emissivo è oggi un progetto di ricerca globale lanciato dal Parco nazionale della foresta bavarese e coordinato dall’Università Julius Maximilian di Würzburg (JMU) e dall’Università tecnica di Monaco (TUM).

Gli scienziati hanno analizzato il legno morto di oltre 140 specie di alberi, provenienti da 55 località forestali in sei continenti con l’obiettivo determinare l’influenza del clima sul tasso di decomposizione. L’esperimento ha isolato strutturalmente alcuni campioni affinché fossero protetti dall’azione degli insetti. E in questo modo fosse più facile separare la componente biologica da quella climatica. Il risultato? I dati raccolti dimostrano che il tasso di decomposizione e il contributo degli insetti dipendono fortemente dal clima e aumentano con l’aumento della temperatura. Livelli più elevati di precipitazioni accelerano la decomposizione nelle regioni più calde e la rallentano nelle regioni dove le temperature sono più basse.

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“Sulla base dell’esperimento, siamo stati in grado di modellare il ruolo che il legno morto svolge nel ciclo globale del carbonio“, spiega Rupert Seidl, professore di Dinamica degli ecosistemi e gestione forestale presso l’Università di Monaco. “Secondo il rapporto, ogni anno in tutto il mondo vengono rilasciate circa 10,9 tonnellate di carbonio dal legno morto. In questo contesto, parte del carbonio viene assorbito nel suolo, mentre un’altra parte torna in atmosfera. La quantità è equivalente a circa il 115% delle emissioni dei combustibili fossili”, aggiunge il dottor Werner Rammer, uno scienziato della TUM che ha svolto un ruolo di primo piano nei calcoli globali.

“Con un buon 93%, le foreste tropicali contribuiscono in modo sproporzionato a questo risultato a causa della loro elevata massa legnosa combinata con i loro rapidi processi di decomposizione”, ha aggiunto il Dottr Sebastian Seibold, autore principale dello studio. “La decomposizione nelle foreste temperate e boreali è considerevolmente più lenta, il che indica che il legno morto immagazzina carbonio per lunghi periodi in queste regioni. Gli insetti rappresentano quasi un terzo della decomposizione del legno, anche se ciò è per lo più confinato ai tropici. Nelle foreste boreali e temperate, i contributi degli insetti sono piccoli”. La ricerca è apparsa su Nature (testo in inglese).

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