Uragani: i cicloni extratropicali diventeranno la norma col global warming

Uno studio pubblicato su Nature Geoscience spiega che entro fine secolo i cicloni tropicali nasceranno anche a medie latitudini: mai così vasta la “culla” degli uragani da 3 milioni di anni

Stagione degli uragani: quella 2021 è la 6° di fila sopra la norma
via depositphotos.com

L’anticipazione di questi uragani? La tempesta subtropicale Alpha che investì il Portogallo

(Rinnovabili.it) – Il cambiamento del clima dà più forza ai cicloni tropicali. Li fa diventare più intensi. E aumenta la probabilità che tocchino terra e si inoltrino più in profondità prima di perdere potenza. Queste previsioni sono note da tempo. Ma non è l’unico cambiamento che riguarderà uragani e tifoni. Con il riscaldamento globale, si modificherà anche il quadrante in cui si formano.

Di solito, questi fenomeni atmosferici prendono forma nelle regioni tropicali, appena a nord e a sud dell’equatore. Uno studio apparso su Nature Geoscience spiega che entro la fine di questo secolo, uragani e tifoni nasceranno anche a medie latitudini. E a cascata, uragani e tifoni avranno nuove traiettorie e raggiungeranno tratti di costa finora risparmiati dalla furia dei loro venti.

Leggi anche Ana, Wanda e tutti gli altri: la lunga stagione degli uragani 2021

La “culla” degli uragani, spiegano i ricercatori, diventerà vasta come non è mai stata negli ultimi 3 milioni di anni. Il motivo? Il global warming assottiglia la differenza di temperatura fra poli ed equatore e di conseguenza fa indebolire la corrente a getto, che finora funge da “barriera” alla formazione di cicloni extratropicali.

Tra le città che verranno probabilmente investite dai cicloni ormai non più solo tropicali, lo studio elenca Tokyo (35°N), New York e Pechino (40°N), e persino Boston (42°N). Per fare un paragone, attualmente, sul suolo americano, gli uragani toccano terra fra la Florida (25°N) e la costa della Louisiana (30°N).

Leggi anche Iota si indebolisce ma la stagione degli uragani segna un bruttissimo record

Le avvisaglie ci sono già oggi. Gli autori dello studio hanno guardato con preoccupazione il comportamento della tempesta subtropicale Alpha, che nel settembre 2020 ha toccato le coste del Portogallo. Un rarissimo (per ora) ciclone extratropicale atlantico. “Non lo avevamo mai osservato prima”, spiega alla Bbc Joshua Studholme, un fisico dell’Università di Yale. “Da un tipo tradizionale di tempesta di media latitudine”, in corso di decadimento, “si sono verificate le condizioni giuste per la formazione di un ciclone tropicale, e questo non era mai successo prima al Portogallo”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui