In Europa “30 centrali sporche” stanno minando gli sforzi climatici

E’ la centrale a carbone di Bełchatów l’impianto termoelettrico più inquinante d’Europa: con 5 GW di potenza rilascia ogni anno 37,18 Mt di CO2

In Europa "30 centrali sporche" stanno minando gli sforzi climatici

 

(Rinnovabili.it) – Le emissioni delle centrali elettriche a carbone nell’Unione europea stanno vanificando gli sforzi comunitari sul clima. L’allarme arriva dal rapporto “Europe’s Dirty 30”, pubblicato in questi giorni da cinque grandi gruppi ambientali europei: Climate Action Network Europe, Climate Alliance Germany, European Environmental Bureau, Health and Environment Alliance e WWF.

Dalle pagine del documento emerge come Germania e Regno Unito si dividano il primo posto nella classifica dei paesi inquinanti grazie a nove centrali a carbone a testa. “La Germania e il Regno Unito sono si sono auto-dichiarate campioni clima nella UE”, afferma il rapporto; eppure, la nazione teutonica utilizza più carbone rispetto a qualsiasi altro Stato Membro per generare elettricità mentre la Gran Bretagna è terza in Europa per consumo assoluto di carbone assoluto, dopo la Polonia. La centrale più inquinante delle 30 citate è però quella polacca di Bełchatów, prima per potenza nel vecchio Continente e quarta a livello mondiale.

 

L’impianto a lignite da 5 GW, di proprietà della PGE Elektrownia Bełchatów SA, è responsabile del 20 per cento della produzione elettrica nazionale e dell’emissione in atmosfera di 37,18 Mt/anno di CO2. Seguono in classifica le centrali di Neurath, Niederaussem, Jaenschwalde, Weisweiler, Lippendorf e Boxberg, tutte in Germania, Drax (Gran Bretagna), Agios Dimitrios (Grecia), e l’impianto tutto italiano di Brindisi. I dati riportati nel documento sollevano ragionevoli dubbi sull’impegno climatico che l’UE intende vantare. “Se l’Unione europea è seriamente intenzionata a rispettare gli obiettivi climatici e tutelare la salute dei suoi cittadini, deve agire contro la sua dipendenza dal carbone”, commentano i gruppi ambientale in una dichiarazione congiunta.

Oggi, afferma lo studio “il problema è il potenziamento delle centrali già esistenti, più che l’aumento del numero delle centrali stesse”. Questo settore energetico produce il 40% di tutta l’energia prodotta globalmente, ed è responsabile del 70% delle emissioni dovute alla produzione energetica.

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