Centrali a carbone con il fondo per il clima

Da una riunione del Green Climate Fund nel fine settimana è emerso che non si possono escludere gli impianti a carbone dai finanziamenti per il clima

Centrali a carbone con il fondo per il clima-

 

(Rinnovabili.it) – I soldi del fondo Onu costituito per aiutare i paesi in via di sviluppo a combattere il cambiamento climatico possono essere spesi per finanziare la forma più inquinante di produzione dell’energia elettrica: le centrali a carbone. Non siete gli unici a sgranare gli occhi, lo hanno fatto in molti nelle ultime ore dopo quel che è emerso dalla incredibile conferenza del Green Climate Fund (GCF) a Songdo, in Corea del Sud. In base alle norme concordate durante il meeting del consiglio, il fondo per il clima ha rifiutato di vietare esplicitamente il supporto a progetti legati ai combustibili fossili.

Karen Orenstein attivista di Friends of the Earth USA, ha fotografato la circostanza con una dichiarazione disarmante: «È come una convenzione sulla tortura che non proibisce la tortura».

 

Il fondo è stato istituito nell’ambito dei negoziati sul clima delle Nazioni Unite (UNFCCC) per aiutare i Paesi in via di sviluppo a finanziare l’energia pulita e le misure per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Sul suo stesso sito si può leggere che «il fondo promuoverà il cambio di paradigma verso percorsi di sviluppo a basse emissioni e di resilienza climatica, fornendo sostegno ai Paesi in via di sviluppo  per limitare o ridurre le loro emissioni di gas serra».

Ma per ora, il Green Climate Fund è ancora una scatola vuota. Durante la COP20 di Lima, lo scorso dicembre, sono arrivate molte promesse, ma ad oggi i Paesi industrializzati hanno effettivamente stanziato solo l’1% dei 10,2 miliardi di dollari raggiunti con gli annunci in Perù. E fra un mese esatto, il 30 aprile, scade il termine per i contributi.

 

Centrali a carbone con il fondo per il clima1

 

Gli attivisti stanno inoltre rilevando un secondo rischio: non soltanto è possibile fallire l’obiettivo dei 10 miliardi, ma senza regole chiare sui finanziamenti per il clima gran parte dei fondi può finire in progetti che prevedono sviluppo di impianti a carbone o altri combustibili fossili. In questo modo, la mancanza di regole chiare priva il Green Climate Fund di ogni credibilità.

Ne sono un esempio le continue furberie Giappone, che ha pensato di destinare 1 miliardo di dollari in prestiti per centrali a carbone in Indonesia, facendoli passare come finanziamenti per il clima. Accadeva lo scorso dicembre, ma il governo Abe è recidivo: La scorsa settimana ci ha riprovato, destinando altri 630 milioni in “prestiti climatici” per impianti termoelettrici in India e Bangladesh.

Si è difeso sostenendo che i progetti sono meno inquinanti delle centrali più vetuste che vanno ad aggiornare, e dunque si possono etichettare come energia pulita.

3 Commenti

  1. Ma davvero c’è qualcuno (a parte i demagoghi in servizio permanente effettivo!) che pensa sia possibile far uscire i troppi Paesi poveri e sottosviluppati del mondo portando loro … “candeline” ???

    L’evidenza dei Paesi più avanzati del pianeta dimostra (senza ombra di dubbio, tranne a chi ha i paraocchi ideologici) che costoro hanno potuto conquistare il benessere e lo sviluppo grazie al fatto di poter disporre di abbondante energia a condizioni davvero ragionevoli e sostenibili e tali fonti sono state e continuano ad essere quelle convenzionali ed in particolare quelle fossili, oltre al nucleare ed all’idroelettrico, soprattutto in alcuni Paesi. Basta esaminare gli Outlook delle grandi Istituzioni del settore per rendersene conto.

    Per far uscire i Paesi poveri dalla loro miseria necessiterà quindi un impegno morale ed etico globale, che porti loro l’energia che a loro manca e serve e farlo con moderni impianti termoelettrici è la soluzione più concreta, razionale e sostenibile.

    • L’evidenza dei Paesi più avanzati del pianeta dimostra che nonostante i fumi delle centrali a carbone uccidano 22.300 persone l’anno solo in Europa c’è ancora chi soffre di povertà energetica nel Vecchio Continente. Quali sono quindi questi vantaggi?

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