Clima: 12 mesi per salvare le Isole Marshall dalla catastrofe

Il governo insulare avverte che la piccola repubblica potrebbe essere spazzate via un lasso di tempo di soli dodici mesi. I ministro per l’assistenza al presidente de Brum: “il tempo sta scadendo”

Clima: 12 mesi per salvare le Isole Marshall dalla catastrofe

(Rinnovabili.it) – Gli stravolgimenti del clima tengono già sotto scacco diverse aree del Paese, ma per qualcuno, il tempo per ragionare sul futuro e su possibili strategie di adattamento sembra essere già finito. E’ il caso delle Isole Marshall, uno stato insulare dell’Oceania, il cui governo lancia in queste ore un preoccupato allarme: le isole rischiano di andare incontro ad una vera e propria “catastrofe” se non verranno prese misure contro il cambiamento climatico entro i prossimi dodici mesi.

 

Solo un anno di tempo dunque per evitare che il piccolo stato venga spazzato via dall’innalzamento dei livelli dei mari e dai danni provocati dalla siccità, lasciando i sui 55mila abitanti alle prese con un destino di rifugiati climatici. Il ministro per l’assistenza al presidente delle Isole Marshall, Tony de Brum è attualmente in Australia per portare la questione al prossimo forum regionale delle Isole del Pacifico, a cui è attesa la partecipazione anche del Segretario il segretario di Stato americano John Kerry. Il vertice regionale dovrebbe concludersi con la firma della Majuro Declaration for Climate Leadership, dichiarazione non vincolante che verrà tuttavia presentata all’Assemblea Generale dell’Onu per ottenere un aiuto alla lotta contro il surriscaldamento globale.

 

Le isole Marshall, composte da 22 comunità che vivono su 180 chilometri quadrati, al pari di altri Stati insulari del Pacifico come Kiribati o Tuvalu, stanno affrontando già oggi il drammatico problema della perdita di territorio. “Proseguire come fatto finora porterà a una catastrofe climatica e il tempo sta scadendo”, ha spiegato il ministro, ricordando l’aumento della temperatura di 4 gradi e l’innalzamento del livello degli oceani di due metri alla fine del secolo “altererà in modo fondamentale il mondo come si conosce e sarà la fine del mio Paese e degli altri vicini”.

De Brum ha anche fatto presente come il Governo come il governo sia già impegnato a trasportare cibo e acqua potabile a 13 comunità insulari esterne a causa dei danni provocati dalla siccità. “Non abbiamo scienziati che misurino questo fenomeno, noi stiamo in prima persona gli effetti del cambiamento climatico … Non è più qualcosa che deve ancora arrivare”.