Donald Trump paladino dell’ambiente secondo Donald Trump

In una conferenza piena di contraddizioni, il Presidente USA ha illustrato i raggiungimenti della sua amministrazione nella salvaguardia dell’ambiente, suscitando le critiche di media e attivisti.

donald trump ambienteNel suo discorso, Donald Trump non ha mai citato il cambiamento climatico

 

(Rinnovabili.it) – Donald Trump ha convocato una conferenza stampa per illustrare i raggiungimenti in materia di ambiente ed energia conseguiti dalla sua amministrazione: il Presidente USA ha affermato che la salvaguardia dell’ambiente è da sempre una delle maggiori priorità del suo mandato e che sotto la sua guida, gli Stati Uniti hanno raggiunto livelli record di qualità dell’aria e dell’acqua. Il discorso del tycoon ha attirato moltissime critiche da media e attivisti d’oltreoceano che lo hanno descritto come “un’assurda fantasia”.

 

Nel suo intervento, Trump ha affermato che gli Stati Uniti sono il primo Paese al mondo per qualità dell’acqua potabile, che le emissioni di gas serra correlate alla produzione energetica sono ai livelli più bassi dal 1990 e che gli USA possono essere leader mondiali nella protezione dell’ambiente senza per questo limitare la propria produzione industriale ed energetica.

 

I dati citati dal Presidente americano sono quasi tutti corretti: secondo l’Environmental Performance Index, uno strumento analitico elaborato dalla Yale University, gli Stati Uniti risultano effettivamente al primo posto tra le nazioni con il più alto tasso di accesso all’acqua potabile, insieme però ad altre 9 nazioni (Canada, Finlandia, Islanda, Irlanda, Regno Unito, Grecia, Italia, Malta e Spagna).

 

Altrettanto vero il dato sul calo delle emissioni legate alla produzione di energia: secondo la International Energy Agency, gli States hanno visto il più grande declino nelle emissioni dal 2000 rispetto a qualsiasi altra nazione al mondo; tuttavia, in un recente report, la stessa IEA segnalava un’inversione di rotta nel 2018, con le emissioni di nuovo in crescita (+3,1%) in quantità tale da vanificare il calo del 2017. Gli Stati Uniti, inoltre restano i maggiori emetittori di CO2 al mondo dopo la Cina.

 

Al di là della mancanza di contestualizzazione, media e associazioni ambientaliste hanno aspramente criticato il doppio gioco di un’amministrazione che prova a fregiarsi di dati maturati nel lungo periodo (e quindi dovuti al lavoro di diverse presidenze), ma che allo stesso tempo sta varando una serie di misure per smontare l’apparato di tutela dell’ambiente e sta ridando ampio respiro alla produzione energetica inquinante degli Stati Uniti: la conferenza stampa era anche l’occasione per “celebrare” l’entrata in vigore dell’Affordable Clean Energy che soppianta il Clean Power Plan voluto dall’amministrazione Obama e permette agli impianti energetici a carbone di rimanere attivi più a lungo e di “concentrarsi” sulle possibilità di sviluppo di tecnologie di riduzione delle emissioni piuttosto che di virare verso una completa riconversione degli stabilimenti.

 

Durante la conferenza stampa, il Segretario per l’Energia, Rick Perry, ha ricordato che gli Stati Uniti sono diventati i maggiori produttori mondiali di petrolio e di gas naturale, due fonti meno inquinanti, secondo Perry, del carbone. In termini puramente statistici, il dato è corretto, tuttavia sia il petrolio che il gas naturale restano fonti fossili che producono grandi quantità di CO2, mentre Perry ha evitato di menzionare le polemiche correlate alle tecniche di estrazione, come il fracking, che hanno permesso il boom degli USA nel settore.

 

Sul fronte della protezione delle acque e dei mari, Trump ha evitato di menzionare i suoi tentativi, in parte falliti, di smantellare il sistema di controlli sulle trivellazioni offshore voluto da Barack Obama; mentre dal punto di vista della salvaguardia di aree protette, il discorso del tycoon non ha toccato le nuove concessioni a missioni esplorative alla ricerca di giacimenti petroliferi nelle riserve naturali dell’Alaska.

 

Grande assente nel discorso del Presidente USA è stato il cambiamento climatico: oltre ad aver fatto uscire gli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, Trump ha più volte contestato i pareri scientifici riguardo la crisi del clima e ha spesso attaccato parte dell’opinione pubblica che chiedeva azioni urgenti a riguardo. Il Direttore dell’Environment Protection Agency (EPA), Andrew Wheeler, anch’esso presente alla conferenza stampa, ha annunciato una commissione per rivedere i report di altre Agenzia governative che indicavano nel cambiamento climatico uno dei maggiori rischi per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

 

“Non c’è mai stato un Presidente che abbia messo in atto un’agenda così ostile nei confronti dell’ambiente e della salute pubblica come quella di Mr. Trump”, ha commentato Ken Cook, portavoce per l’Environmental Working Group che ha descritto il discorso del Presidente come “un’assurda fantasia”.

 

Secondo il New York Times, la scelta, apparentemente incongrua, di parlare dei risultati raggiunti in materia di ambiente sarebbe spiegabile con i risultati di un sondaggio che vedrebbero una parte dell’elettorato a stelle strisce preoccupato per la crisi climatica, ma comunque interessato alle politiche energetiche e industriali di Trump. Un discorso che si profila, quindi, come il primo di una serie, inevitabilmente contradditoria, che vedrà i temi dell’ambiente al centro della campagna elettorale statunitense.

 

Qui sotto, il video integrale della conferenza stampa di Donald Trump: 

 

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