Ecomafia 2019: in un anno più di 28mila reati contro l’ambiente

Legambiente pubblica il report annuale dedicato alle illegalità ambientali. Nel 2018 impennata dei reati nel ciclo del cemento e nell’agroalimentare

ecomafia 2019

 

I dati di Ecomafie 2019: “cala, seppur di poco, il bilancio complessivo dei reati contro l’ambiente”

(Rinnovabili.it) – In Italia, ogni ora, si consumano più di tre reati contro l’ambiente. Ad esser presi di mira sono soprattutto 4 settori – rifiuti, cemento, agroalimentare, animali – dove il numero di illeciti ha subito un deciso incremento. A raccontare i numeri delle criminalità ambientale a livello nazionale è come di consueto il report annuale di Legambiente, Ecomafia 2019 (http://noecomafia.it/),  puntuale analisi dei crimini commessi ma anche delle inchieste, delle denunce degli arresti e dei sequestri effettuati. L’edizione 2019 del rapporto mette sotto i riflettori i 28.137 eco reati accertati lo scorso anno,  dato in diminuzione rispetto al 2017 soprattutto grazie alla netta flessione degli incendi boschivi e al leggero calo dei furti di beni culturali.

 

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A crescere però sono i numeri degli illeciti ambientali legati al ciclo dei rifiuti (quasi 22 al giorno) e del cemento. “Un incremento – scrive Legambiente  – che si spiega con una novità importante di questa edizione del rapporto Ecomafia 2019: per la prima volta rientrano nel conteggio anche le infrazioni verbalizzate dal Comando carabinieri per la tutela del lavoro, in materia di sicurezza, abusivismo, caporalato nei cantieri e indebita percezione di erogazioni ai danni dello stato, guadagni ottenuti grazie a false attestazioni o missione di informazioni alla Pubblica amministrazione”.

 

Trend in aumento anche per i reati nel settore agroalimentare, (quasi 123 al giorno), le infrazioni ai danni del Made in Italy e i delitti contro gli animali e la fauna selvatica (circa 20 al giorno). Analizzando i dati a livello regionale, la Campania è ancora una volta in cima alla classifica  territoriale con 3.862 illeciti ambientali (il 14,4 per cento sul totale nazionale), seguita dalla Calabria (3.240), la Puglia (2.854) e la Sicilia (2.641). La Toscana è, dopo il Lazio che ha registrato poco più di 2.000 reati, la seconda regione del Centro Italia per numero di reati (1.836) ed è direttamente seguita dalla Lombardia, al settimo posto nazionale e prima regione del nord Italia.

 

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