L’inquinamento luminoso ci ruba il 10% del cielo notturno ogni anno

Tra il 2011 e il 2022, ogni anno il cielo in tutto il Pianeta è diventato in media il 9,6% più luminoso. I dati in uno studio basato sulle osservazioni di oltre 50mila citizen scientist

Inquinamento luminoso: anche i LED ci rubano il cielo notturno?
Foto di sl1990 da Pixabay

Nonostante il passaggio ai LED l’inquinamento luminoso continua a crescere

(Rinnovabili.it) – All’occhio umano, in condizioni normali, il cielo è popolato da circa 9000 stelle. Ciascuno di noi ne può osservare solo metà per volta, quelle del suo emisfero. Quindi ogni volta che alziamo lo sguardo, nel cielo notturno dovremmo vedere circa 4500 puntini luminosi. In realtà, l’esperienza più comune, oggi, si ferma a poche centinaia per colpa dell’inquinamento luminoso. E si ridurrà ancora a un ritmo molto rapido.

Tra il 2011 e il 2022, infatti, ogni anno il cielo in tutto il Pianeta è diventato in media il 9,6% più luminoso, con una forchetta di valori che non supera il 10% ma non scende mai sotto il 7%. È più di quanto percepito finora dai satelliti preposti a monitorare la quantità di luce nel cielo notturno. Lo afferma uno studio pubblicato su Science che si è basato sulle osservazioni di oltre 50mila citizen scientist.

Effetto skyglow e satelliti ciechi

Alcuni satelliti sono attrezzati per registrare lo skyglow, la luminosità di fondo del cielo notturno. Ma possono essere meno precisi dell’occhio umano. Hanno una sensibilità ridotta e non registrano le onde a lunghezze inferiori ai 500 nm. Un problema per diversi motivi.

Ad esempio, 400-500 nm è la lunghezza d’onda di picco dei LED, che nell’ultimo decennio sono passati dall’avere una fetta di mercato dall’1 al 49%. I satelliti, in pratica, non vedono la maggior parte dell’inquinamento luminoso generato dalle luci a LED. L’occhio dell’uomo, poi, di notte si calibra su lunghezze d’onda inferiori: di notte siamo più sensibili ai LED che di giorno. E ancora: quelle lunghezze sono anche quelle che contribuiscono più facilmente a generare lo skyglow.

Questo dovrebbe spiegare la discrepanza enorme tra i dati di questo studio e le misurazioni satellitari. Secondo queste ultime, tra 1992 e 2017 il cielo notturno è diventato più luminoso di meno dell’1,6% annuo. Un dato, questo, che alimenta i dubbi sull’efficacia del passaggio dalle lampadine a incandescenza a quelle a LED per quanto riguarda l’inquinamento luminoso.

Il peso dell’inquinamento luminoso

Traduciamo in numeri concreti questi dati. Quante stelle “perdiamo di vista” a causa dell’inquinamento luminoso? “In un periodo di 18 anni (come la durata dell’infanzia umana), questo tasso di cambiamento aumenterebbe la luminosità del cielo di oltre un fattore 4”, scrivono i ricercatori del Deutsches GeoForschungs Zentrum di Potsdam, in Germania, e del National Optical-Infrared Astronomy Research Laboratory di Tucson, negli Stati Uniti.

Una località con 250 stelle visibili, quindi, vedrebbe ridursi il numero a 100 stelle visibili. Di questo passo inizieranno a scomparire anche le costellazioni più luminose. Anche quelle che individuiamo subito appena alziamo gli occhi al cielo. Come Orione, che ci sorveglia dall’alto nel cielo invernale, che potrebbe perdere presto la sua cintura.

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