Polveri sottili, Brescia e Bergamo sono le città più inquinate d’Europa

L’84% degli europei è esposto a valori di particolato più alti della soglia massima consigliata dall’Oms. Le regioni peggiori sono la pianura padana e la Polonia del sud

Polveri sottili: Brescia maglia nera in Europa per inquinamento
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Le polveri sottili causano 51mila morti premature l’anno in Europa

(Rinnovabili.it) – La pianura padana come la Polonia con le sue centrali a carbone. Brescia e Bergamo le peggiori in Europa per l’inquinamento e la scarsa qualità dell’aria. Le due città lombarde guidano la classifica della mortalità da polveri sottili (PM2.5) nel vecchio continente, tallonate da Vicenza (4° posto) e da Saronno che si piazza 8°.

La fotografia scattata da uno studio pubblicato oggi sulla rivista Lancet Planetary Health è impietosa. L’Italia infatti non primeggia soltanto nella lista dedicata al particolato. Anche quella dei NOx parla (troppo) tricolore. Torino si piazza terza, dietro Madrid e Anversa e appena meglio di Parigi. Appena sotto il capoluogo sabaudo, al 5° posto, c’è Milano.

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Un’analisi a maglie sottili, che restituisce un’immagine più dettagliata e veritiera dello stato della qualità dell’aria. Da cui emerge la conferma che migliaia di morti premature potrebbero essere evitate agendo sulle cause dell’inquinamento.

Per quanto riguarda i PM2.5, lo studio evidenzia tre aree con la mortalità più alta: pianura padana, Polonia meridionale e Repubblica Ceca orientale. Nel caso italiano i fattori alla base delle alte concentrazioni di inquinanti sono traffico e industrie, oltre alle ben note condizioni meteorologiche che limitano il ricambio d’aria nel nord della penisola. Nel caso polacco e ceco, invece, entrano in gioco l’estrazione di carbone e il suo uso intensivo tanto a livello industriale quanto per il riscaldamento domestico. I valori di NOx, invece, sono generalmente correlati alla quantità di traffico veicolare, al tipo di veicoli circolanti e anche alla conformazione della viabilità.

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I numeri a livello europeo parlano chiaro. Nel complesso, riassume lo studio, il rispetto dei valori massimi consigliati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per PM2.5 e NOx (rispettivamente 10 e 40 microgrammi per m3) permetterebbe di evitare 51.213 morti premature per le polveri sottili. Non solo. Se l’ambizione fosse maggiore e si riducessero i livelli di inquinamento medi ai valori più bassi riscontrati attualmente in Europa, i decessi risparmiati sarebbero 125.000. La bassa qualità dell’aria infatti è condizione diffusa praticamente ovunque: più di 8 europei su 10 sono esposti a valori eccessivi di particolato.

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