A Plast 2015 sbarcano i bioprodotti Matrilox

Disponibili oggi sul mercato, i bioprodotti rappresentano il risultato del circuito virtuoso innescato da Matrìca sul territorio

 

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A meno di un anno dal taglio del nastro del primo impianto di chimica verde, a Porto Torres, in Sardegna, Matrìca, la joint-venture paritetica (50:50) costituita nel giugno 2011 fra Novamont e Versalis ( Eni), ha presentato – in occasione di Plast 2015 ( la più importante rassegna europea per l’industria di materie plastiche e la gomma, in corso a Milano,ndr) – la famiglia di bioprodotti Matrilox, i primi generati dal sito industriale,  testimoniando come la chimica italiana possa rappresentare un volano di sviluppo concreto e di innovazione sostenibile. Dalla riconversione dell’impianto petrolchimico di Porto Torres in una piattaforma tecnologica integrata di ultima generazione, grazie a un know-how e tecnologie proprietarie totalmente made in Italy, è stato possibile sviluppare una serie di prodotti ad alto valore aggiunto, derivati da materie prime estratte da fonti rinnovabili vegetali ed europee, capaci di coniugare al tempo stesso rinnovabilità ed alte prestazioni. Disponibili oggi sul mercato, i bioprodotti  rappresentano il risultato di quel circuito virtuoso innescato da Matrìca sul territorio, che vede nella collaborazione fra industria, agricoltura, istituzioni e attori all’avanguardia nelle conoscenze scientifiche, la risposta strategica per spingere l’innovazione continua, le biodiversità locali e lo sviluppo economico, attraverso la realizzazione di una filiera agro-industriale, a basso impatto ambientale e sicura.

 

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Dalle bioplastiche ai biolubrificanti, dai prodotti per la cura della persona agli additivi per la detergenza e per l’industria della gomma e della plastica, sino ai fitosanitari, i bioprodotti Matrilox  trovano utilizzo in molteplici settori applicativi. Nati da una tecnologia prima al mondo, messa a punto dalla ricerca Novamont, che non utilizza ozono nella reazione di scissione ossidativa dell’olio vegetale, i bioprodotti commercializzati da Matrica hanno nella biodegradabilità e atossicità una caratteristica fortemente appealing sul mercato. Quattro le varietà di questi bioprodotti: Matrilox intermediates; Matrilox lubricants; Matrilox plasticizers; Matrilox cosmetics.

 

 

Matrilox intermediates. Tra i prodotti di punta di tale categoria figurano l’acido azelaico e l’acido pelargonico. L’acido azelaico è un acido dicarbossilico ad alta purezza utilizzato nei processi di polimerizzazione, nella produzione di lubrificanti e in una vasta gamma di applicazioni nei settori cosmetico, farmaceutico e per la cura della persona, oltre ad essere una tra i costituenti di base delle bioplastiche Mater-Bi di terza generazione.

L’acido pelargonico è un acido monocarbossilico, che trova utilizzo come intermedio nella sintesi di emollienti per il settore cosmetico, nella produzione di biolubrificanti, candeggianti e fragranze per alimenti; è inoltre un erbicida di origine naturale a spettro totale e, in quanto tale, è utilizzato nella formulazione di fitosanitari.

 

 

A Plast 2015 sbarcano i bioprodotti Matrilox 

 

Matrilox lubricants. L’ampia gamma di basi per lubrificanti costituita da esteri, destinati a formulazioni per il settore agricolo, l’industria automobilistica e aeronavale, nonché per la produzione di oli idraulici e fluidi speciali per l’industria.

 

Matrilox plasticizers. Offre sul mercato una gamma di plastificanti per PVC e un’innovativa tipologia di oli bioestensori per elastomeri appositamente studiati per l’industria degli pneumatici in sostituzione totale o parziale degli oli estensori di origine fossile. Gli pneumatici così ottenuti hanno migliori prestazioni, sia in termini di resistenza al rotolamento, sia di aderenza sull’asfalto bagnato.

 

Matrilox cosmetics. Ingloba al suo interno sostanze ben note in ambito cosmetico come l’acido azelaico che, per la sua elevata purezza, può essere utilizzato in diverse applicazioni farmaco-cosmetiche, così come la glicerina di origine vegetale che, per le sue proprietà idratanti e lubrificanti, è presente in numerosi prodotti quali saponi, oli essenziali e creme.

 

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Soddisfazione  per i risultati conseguiti nelle parole dei vertici di Matrica: “’Siamo molto orgogliosi di presentare al mercato la gamma di prodotti bio a marchio Matrìca – ha detto il Presidente Daniele Ferrari – .  E’ un altro traguardo importante, dopo l’avvio degli impianti avvenuto alcuni mesi fa. E’ per noi anche un nuovo inizio, che ci permetterà in maniera ancora più incisiva di rafforzare la piattaforma tecnologica e cogliere nuove opportunità di sviluppo dei prodotti specialty da fonti rinnovabili per un mercato interessante e in continua evoluzione”.

 

L’Amministratore Delegato di Matrica, Catia Bastioli, sottolinea ancora una volta la natura innovativa dei bioprodotti Matrilox. “Sono il frutto  – ha dichiarato a Rinnovabili.it – di una serie di tecnologie proprietarie messe a punto dalla ricerca Novamont e di impianti  primi al mondo costruiti da Matrìca, e rappresentano un  ulteriore passo avanti nella messa in pratica di quel  modello di bioraffineria integrata nel territorio da cui siamo partiti molti anni fa.  Grazie alla loro origine vegetale e alla loro biodegradabilità, coniugano alte prestazioni d’uso e basso impatto ambientale e possono fattivamente contribuire alla qualità dell’ambiente, fornendo soluzioni innovative e sostenibili in molteplici settori applicativi, come le bioplastiche, i biolubrificanti, gli oli estensori per gomme, i plastificanti e molto altro”.

2 Commenti

  1. Che cosa si intende con “derivati da materie prime estratte da fonti rinnovabili vegetali ed europee” ? Di quali colture si tratta?

    • La bioraffineria Matrìca è alimentata da oli vegetali ottenuti da colture dedicate e coltivate in territorio europeo secondo una logica di filiera locale.

      Un olio vegetale particolarmente interessante è quello ottenuto dal cardo (Cynara cardunculus L. var. Altilis): un’aridocoltura che, per le sue peculiarità, è in grado di fornire il tipo di biomassa e di olio rispondente alle esigenze di questo tipo di produzione, e a partire dalla quale è attualmente in fase di sviluppo la filiera agricola integrata.

      Sono in corso anche sperimentazioni, su piccole estensioni, con altre colture oleaginose, non alternative ma complementari al cardo (ad esempio: cartamo e girasole a semina autunnale), di potenziale interesse industriale.

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