Dall’UE 122 mln a 47 progetti innovativi per la decarbonizzazione

I fondi sosterranno iniziative volte a introdurre sul mercato tecnologie a basse emissioni di carbonio per le industrie ad alta intensità energetica, l’idrogeno, lo stoccaggio energetico e le fonti rinnovabili. Tre i progetti italiani

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Primo sostegno concreto dal Fondo per l’innovazione alla decarbonizzazione europea

(Rinnovabili.it) – Una centrale per la produzione di idrogeno che sfrutti l’energia dei termovalorizzatori. Nuove batterie a prova di gelo per i battelli elettrici. Turbine eoliche ad alta quota e iper-leggere. Un impianto per la fabbricazione di coperture solari a base di fotovoltaico integrato nell’acciaio. Questi sono solo alcuni dei 47 progetti di decarbonizzazione sostenuti dell’Unione europea con ben 122 milioni di euro. Si tratta delle prime sovvenzioni elargite dal Fondo per l’innovazione, uno dei più grandi programmi di finanziamento al mondo a sostegno delle tecnologie low carbon.

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L’Esecutivo Ue ha pubblicato ieri la lista delle iniziative su piccola e grande scala che riceveranno gli aiuti economici. Un nutrito gruppo di proposte provenienti da 14 Stati membri dell’UE – Italia compresa – Islanda e Norvegia. “Con gli investimenti di oggi, l’UE fornisce un sostegno concreto a progetti nel settore delle tecnologie pulite in tutta Europa per espandere le soluzioni […] in grado di contribuire al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050″, ha commentato Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea. “L’aumento del Fondo per l’innovazione proposto nel pacchetto “Fit For 55” ci consentirà di promuovere un numero ancora maggiore di progetti in futuro, accelerarne lo sviluppo e indirizzarli al mercato il più rapidamente possibile”.

Tre progetti innovativi per l’Italia

Delle 47 iniziative di decarbonizzazione finanziate, 32 rispondono al bando per progetti su piccola scala. Sono state selezionate in base alla capacità di ridurre le emissioni a effetto serra rispetto alle tecnologie convenzionali e al loro grado di maturità. Ma tra i criteri figurava anche il potenziale di scalabilità e l’efficacia in termini di costi. In questo ambito l’Italia è presente con 3 progetti.

DrossOne V2G Parking, coordinato da EPS E-Mobility: dimostrerà la fattibilità di un sistema Vehicle-to-Grid (V2G) centralizzato e su larga scala utilizzando lo stoccaggio fisso associato ai veicoli elettrici nel parcheggio del loro produttore, prima di essere spedito alle concessionarie auto e a un accumulatore costituito da batterie di seconda vita. Il progetto fornirà servizi ausiliari di riserva rapida all’operatore di rete (quali bilanciamento, regolazione della frequenza e della potenza), nonché servizi in tempo reale, utilizzando un sistema con 280 caricabatterie veloci bidirezionali. “Questo progetto eviterebbe il 100% delle emissioni di gas serra prodotte da una tecnologia convenzionale”.

PIONEER, coordinato da Aeroporti di Roma, Fraunhofer ISE ed Enel X.: prevede la progettazione, la realizzazione e la messa in esercizio di un sistema d’accumulo composto da batterie di seconda vita del settore automotive collegato ad un impianto fotovoltaico da 30 MW. Il progetto sarà sviluppato in un aeroporto e l’energia immagazzinata coprirà il picco della domanda serale, fornendo anche flessibilità. È il primo del suo genere a livello globale: non esistono progetti di queste dimensioni che utilizzano batterie di seconda vita “reali” provenienti da più apparecchiature originali.

H2 Valcamonica, coordinato da A2A, Snam, FNM: produrrà tramite elettrolisi e immagazzinerà idrogeno al fine di coprire la domanda locale dai settori mobilità (compreso il trasporto ferroviario), e industria. L’elettrolizzatore sarà alimentato da energia generata principalmente in un impianto di termovalorizzazione. La produzione annua è prevista intorno alle 830 tonnellate, sulla base di 43.870 MWh di energia elettrica e 16.600 m3 di acqua

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