Quel legame tra il caffè italiano e la deforestazione del Vietnam

I ricercatori hanno combinato due database su disboscamento a livello globale e commercio internazionale tra 15.000 settori industriali su un periodo che va dal 2001 al 2015

Deforestazione: ecco l’impronta dei paesi economicamente avanzati
Foto di Dung Le Tien da Pixabay

Lo studio più dettagliato condotto finora mette la deforestazione sotto la lente

(Rinnovabili.it) – Pur con tutti gli sforzi compiuti in due decenni, l’impronta di deforestazione dei paesi più ricchi al mondo non è cambiata dal 2000 a oggi. Gli Stati del G7 più la Cina e l’India hanno aumentato il tasso di riforestazione e afforestazione entro i loro confini. Ma hanno anche continuato a provocare il disboscamento all’estero.

Lo sostiene lo studio più dettagliato mai condotto finora sulla deforestazione e le responsabilità dei singoli paesi, che è stato appena pubblicato su Nature Ecology & Evolution. I ricercatori hanno combinato dati ad alta risoluzione sulla deforestazione e i suoi fattori determinanti con un database globale delle relazioni commerciali internazionali tra 15.000 settori industriali su un periodo che va dal 2001 al 2015. Così sono riusciti a quantificare l’impronta di deforestazione di ogni paese in base ai modelli di consumo della popolazione.

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Nel complesso il modo di consumo dei paesi economicamente avanzati si rivela assolutamente insostenibile. I danni si avvertono soprattutto nelle foreste tropicali e sono legati ad alcune merci molto precise, tra cui caffè, cioccolato, carne, olio di palma. In media, ogni consumatore occidentale ogni anno ‘abbatte’ 4 alberi.

L’analisi a grana fine permette di ricondurre la deforestazione che avviene in determinate aree a dei precisi responsabili. L’Italia, ad esempio, insieme a Germania e Stati Uniti è dietro il disboscamento del Vietnam centrale. Tutto a causa del caffè. Per noi, gli UK, il Giappone, Francia e Germania, più del 90% della deforestazione imputabile avviene al di fuori dei confini nazionali.

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Gli Stati Uniti hanno un’impronta di deforestazione particolarmente ampia, e sul disboscamento incidono soprattutto le loro importazioni di frutta e noci dal Guatemala, gomma dalla Liberia e legname dalla Cambogia. La Cina invece ha la maggiore responsabilità per la deforestazione in Malesia, che deriva dalle importazioni di olio di palma e altri prodotti agricoli.

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