Tongass: pericolo di disboscamento per la più grande foresta USA

L’obiettivo di Trump è ridare fiato all’industria nordamericana, oggi sempre più provata dagli effetti della pandemia.

Disboscamento
Credits: David Mark da Pixabay

L’US Forest Service complice di Trump sul disboscamento del Tongass

(Rinnovabili.it) – L’amministrazione Trump ha annunciato di voler smantellare le direttive che proteggono la foresta di Tongass dal disboscamento e da altre attività umane. Tongass è la più grande foresta degli Stati Uniti. Con i suoi quasi 70 mila km2 occupa una bella fetta dell’Alaska. Metà della sua superficie da 20 anni è protetta dal Roadless Area Conservation Rule, un regolamento che disciplina in modo rigido le attività che si possono compiere all’interno dell’area e che attualmente è in vigore sul 55% delle aree boschive americane. Nel caso di Tongass, impedisce che le zone riconosciute come ‘selvagge’ possano essere oggetto di qualsiasi attività antropica di sviluppo.

Ma Trump è deciso a ribaltare questa situazione. L’azione di smantellamento, come in molteplici altri casi in questi 4 anni, passa soprattutto attraverso nuovi pareri delle agenzie federali competenti. In questo caso si tratta dell’US Forest Service, il servizio forestale del dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, che si occupa della gestione delle aree boschive e delle praterie di tutta la nazione, in tutto circa 780mila km2.

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Lo US Forest Service oggi darà forse l’ultima picconata al regolamento Roadless, rendendo pubblica la sua valutazione di impatto ambientale. Che consiglierà l’esenzione di Tongass dalla norma, lo scoglio più impervio contro il quale Trump si era dovuto scontrare in questi anni. A marzo, gli attivisti che difendono la foresta avevano ottenuto un’importante vittoria, quando in tribunale era stato dichiarato illegittimo il nuovo piano di gestione dell’area preparato dall’agenzia federale, che permetteva il disboscamento in alcune parti dell’area. La giustizia americana aveva sancito che prima dovesse essere svolta una valutazione d’impatto ambientale. Che adesso però è in dirittura d’arrivo. Dopo la pubblicazione del parere dovranno passare almeno 30 giorni prima che venga presa una decisione finale.

L’obiettivo di Trump – e dei repubblicani dello Stato più a nord della nazione, che spingono in questa direzione dal 2018 – è ridare fiato all’industria nordamericana, oggi sempre più provata dagli effetti della pandemia. A Tongass, quindi, potrebbero presto entrare in azione motoseghe, trivelle e talpe meccaniche per avviare lo sfruttamento delle principali risorse di questa parte di Alaska: legname e minerali.

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Secondo Dominick DellaSala, presidente dell’ong Geos Institute che segue la vicenda di Tongass, la valutazione dell’US Forest Service non si basa su alcun dato scientifico credibile, e anzi è totalmente scollegata dalla realtà, visto che il parere afferma che “la quantità di CO2 che verrebbe rilasciata a causa del disboscamento sarebbe trascurabile. Gli alberi di Tongass, in effetti, sono l’Amazzonia degli Stati Uniti: assorbono circa l’8% delle emissioni prodotte dal paese ogni anno.

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