Niente miniere e motoseghe nella foresta di Tongass, dice Biden

L’amministrazione democratica ha iniziato l’iter per smantellare la decisione di Trump che aveva aperto allo sfruttamento delle risorse della foresta vasta 70mila km2

Foresta di Tongass: Biden rimette la protezione ambientale
Foto di invisiblepower da Pixabay

La foresta di Tongass assorbe l’% delle emissioni annuali degli USA

(Rinnovabili.it) – Miniere e disboscamento non cambieranno il volto della foresta di Tongass, il più grande polmone verde degli Stati Uniti. L’amministrazione Biden ha iniziato l’iter per scardinare una delle decisioni più controverse di Trump, quella che apriva allo sfruttamento delle risorse naturali della foresta più vasta della nazione. Una scelta che ha scatenato subito la reazione del governatore dell’Alaska, più che favorevole ad ammorbidire le regole sulla protezione ambientale a scopo economico.

L’iter è iniziato venerdì scorso, quando il dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti, che ha competenza anche sulle risorse forestali, ha fatto sapere che “la decisione dell’amministrazione Trump sul regolamento Roadless in Alaska è stata controversa e non si è allineata con la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica in tutto il paese e tra gli abitanti dell’Alaska”.

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Il regolamento Roadless è la legge su cui Trump ha fatto leva per aprire allo sfruttamento della foresta di Tongass. Ufficialmente noto come Roadless Area Conservation Rule, è un regolamento che disciplina in modo rigido le attività che si possono compiere all’interno dell’area e che attualmente è in vigore sul 55% delle aree boschive americane. Nel caso di Tongass, impedisce che le zone riconosciute come ‘selvagge’ possano essere oggetto di qualsiasi attività antropica di sviluppo. La regola Roadless riguarda circa metà dei 70mila km2 della foresta di Tongass, che occupa da sola una gran fetta dell’Alaska.

Trump aveva sospeso questo regolamento tra ottobre e dicembre 2020, aprendo le porte a taglialegna e compagnie minerarie. Con il supporto del governatore dello Stato, Mike Dunleavy. Che via Twitter ha annunciato la sua rappresaglia contro le scelte dell’amministrazione federale. Promette di “usare tutti gli strumenti disponibili per respingere” lo stop allo sfruttamento. “Dal turismo al legname, la grande foresta nazionale di Tongass in Alaska offre molte opportunità per gli abitanti dell’Alaska, ma il governo federale desidera vedere gli abitanti dell’Alaska soffrire per la mancanza di lavoro e prosperità”.

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La foresta di Tongass dà un contributo importante alla lotta al cambiamento climatico degli Stati Uniti. Infatti, assorbe da sola circa l’8% di tutte le emissioni di CO2 prodotte ogni anno dall’intera nazione. A dicembre L’ong EarthJustice aveva depositato un ricorso contro la scelta di Trump. Univa considerazioni sul clima alla difesa dei diritti delle popolazioni native (i popoli Tlingit, Haida e Tsimshian, che dipendono dalla foresta di Tongass per la caccia) e al valore dell’industria del turismo sostenibile che si è sviluppato nell’area dall’entrata in vigore del regolamento Roadless nel 2001.

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