Parte dai gas refrigeranti HFC la lotta alle emissioni di Biden

Dal 2022 cala la scure sugli HFC: gli Stati Uniti si impegnano a tagliare sia la produzione domestica che le importazioni. L’obiettivo è ridurre il volume di idrofluorocarburi dell’85% entro il 2035

Gas refrigeranti: gli USA dichiarano guerra agli HFC
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I gas refrigeranti hanno un potere climalterante anche 10mila volte più alto della CO2

(Rinnovabili.it) – Il primo provvedimento concreto sul cambiamento climatico dell’amministrazione Biden fa cadere la scure sui gas refrigeranti. Gli Stati Uniti sono pronti a tagliare gli HFC, gli idrofluorocarburi molto utilizzati in freezer e condizionatori ma dannosi per il pianeta. Gli HFC hanno una durata di vita media in atmosfera relativamente limitata (pur sempre di alcune decine di anni), ma un potere climalterante anche 10.000 volte superiore a quello della CO2.

Dal prossimo anno, l’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (EPA) Inizierà il phase out graduale dei gas refrigeranti. La tabella di marcia prevede che entro il 2035 gli Stati Uniti taglino l’85% delle emissioni di idrofluorocarburi in atmosfera. Il provvedimento riguarda sia alla produzione domestica, sia le importazioni.

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La mossa non arriva come una sorpresa. Cancellare gli HFC è stato uno dei cavalli di battaglia di Biden già nei primi mesi dopo l’insediamento alla Casa Bianca. Ed è proprio sui gas refrigeranti che gli Stati Uniti hanno trovato la prima convergenza con la Cina sulla lotta al cambiamento climatico, lo scorso aprile, quando i due paesi si sono impegnati a ratificare l’emendamento di Kigali, il trattato che completa il protocollo di Montréal del 1987 mettendo al bando anche gli HFC oltre ai più noti clorofluorocarburi CFC.

Quanto pesa questa decisione sul bilancio emissivo degli Stati Uniti, il secondo produttore mondiale di gas climalteranti dopo la Cina? Secondo l’EPA, da qui al 2050 il provvedimento consentirà di tagliare 4,7 mld di t di CO2, pari a tre anni di emissioni dal settore energetico del paese ai livelli del 2019.

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L’emendamento Kigali è stato adottato ufficialmente nel 2016 ma, come è prassi per certi tipi di trattato internazionale, è entrato in vigore solo nel 2019 quando è stato ratificato da 65 Stati. L’emendamento chiede ai contraenti di ridurre gli HFC di almeno l’80% entro il 2050. Secondo alcuni studi, se questo avvenisse, limiterebbe il riscaldamento globale di 0,4°C entro fine secolo.

lm

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