Ecco la squadra di Joe Biden su clima e energia

Jennifer Granholm al DoE per l’esperienza nel trattare con l’industria dell’auto. Gina McCarthy a coordinare tutto il governo in materia di clima. Lotta per il nome all’Epa: la sinistra democratica vuole un profilo più inclusivo

Joe Biden
credits: Chuck Kennedy / Biden for President via Flickr | CC BY-NC-SA 2.0

Prende forma il gabinetto di Joe Biden

(Rinnovabili.it) – Le caselle del segretario all’Energia e dell’inviato per il clima sul fronte interno sarebbero già riempite, i nomi certi. Meno sicuro l’identikit del futuro capo dell’Epa, invece. Il totonomi sulle scelte di Joe Biden in materia di clima e di energia è alle battute finali. I media americani, che riportano indiscrezioni da più fonti, sono praticamente tutti concordi.

La scelta di Joe Biden per l’energia

A guidare il dipartimento americano dell’Energia sarà probabilmente Jennifer Granholm, ex governatrice del Michigan tra il 2003 e il 2011. Ha già lavorato con Joe Biden quando quest’ultimo era vice-presidente sotto Obama. Insieme avevano gestito il salvataggio di General Motors e Chrysler. Esperienza utile visto che il DoE sarà l’agenzia che più di ogni altra dovrà spingere sulla diffusione dei veicoli elettrici e sull’ampliamento delle infrastrutture necessarie agli EV. Entrambi punti chiave del programma con cui il presidente democratico è stato eletto.

Il DoE gestisce anche i 17 laboratori nazionali dove si sviluppano tecnologie avanzate utilizzate nelle energie rinnovabili, nell’energia nucleare e nella produzione di combustibili fossili. A seconda di come verranno indirizzati gli investimenti, si accelererà o meno il passo della transizione energetica. Tra i compiti del segretario all’Energia ci sarà anche l’implementazione del piano di Biden per l’efficientamento energetico degli edifici.

Il dossier clima alla coppia McCarthy – Kerry

Il posto di inviato per il clima sul fronte interno andrà invece a Gina McCarthy, sotto Obama a capo dell’Epa tra il 2013 e il 2017 e uno dei nomi più di spicco a disposizione di Biden viste le credenziali che può vantare. Per citare solo quella più nota: è McCarthy l’autrice del Clean Power Plan di Obama, una delle leggi di punta con cui l’ex presidente aveva affrontato il dossier del taglio delle emissioni di gas serra.

Quali saranno i suoi compiti? McCarthy coordinerà il lavoro di tutte le agenzie federali e gli uffici governativi per quanto riguarda il clima, assicurando una regia unica e lo sviluppo di politiche armoniche. La sua azione, spiegano dal team di transizione di Biden, potrebbe farsi sentire soprattutto su regolamentazione finanziaria, finanziamenti per i trasporti e altre politiche infrastrutturali. Il suo ruolo è abbinato a quello di John Kerry, inviato per il clima ma sul fronte internazionale: a lui spetterà la gestione della diplomazia climatica e delle iniziative multilaterali.

Chi guiderà l’Epa?

Sulla casella dell’Epa, l’agenzia federale per la protezione dell’ambiente, resta invece qualche dubbio in più. Le fonti sono meno sicure, ma il nome che ricorre di più è quello di Michael Regan, attualmente segretario del dipartimento di Qualità ambientale della North Carolina. Funzionario di lungo corso che ha lavorato anche sotto Bush e Clinton, avrebbe convinto Joe Biden e Kamala Harris che vedono in lui un profilo meno attaccabile di altri contendenti.

La sinistra del partito democratico e il mondo dell’attivismo, infatti, negli ultimi giorni hanno alzato la voce e messo un veto sul nome di Mary Nichols per guidare l’Epa. Ufficialmente, chiedono che il gabinetto di Biden sia più inclusivo. Un assist a Regan, afroamericano.

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