Seicento scienziati all’Ue: difenda ambiente e diritti umani nei negoziati con il Brasile

L’appello all’Unione europea: subordinare i trattati commerciali a criteri di sostenibilità, protezione delle popolazioni locali e tracciabilità di prodotti causa di deforestazione.

brasile deforestazioneL’Ue rappresenta il secondo partner commerciale mondiale del Brasile

 

(Rinnovabili.it) – “Mettere la sostenibilità al centro degl’accordi commerciali con il Brasile”: questa la richiesta di 600 scienziati all’Unione europea che, in queste settimane, si trova impegnata nel definire il proprio ruolo in quanto partner commerciale del Paese sud americano.

 

In una lettera aperta indirizzata al Parlamento europeo e pubblicata sulla rivista Science Magazine, scienziati di tutto il mondo invitano l’Ue ad anteporre a qualsiasi accordo commerciale il rispetto dei diritti delle popolazioni indigene e la tutela ambientale, due dei fronti più minacciati dalle intenzioni, almeno apparenti, dell’amministrazione Bolsonaro.

 

Il Brasile rappresenta ad oggi uno dei maggiori esportatori di prodotti agricoli e di risorse minerarie al mondo; al contempo, ospita il più grande polmone verde del Pianeta, la foresta amazzonica, oltre al più alto numero di popolazioni indigene rispetto a qualsiasi altro Paese.

 

Qui sotto la lettera all’Ue sottoscritta da oltre 600 scienziati di tutto il mondo:

 

Il Brasile, casa di una delle più grandi foreste del pianeta, è attualmente in negoziati commerciali con il suo secondo maggior partner commerciale, l’Unione Europea. Abbiamo bisogno che l’Ue sfrutti quest’opportunità per assicurarsi che il Brasile protegga i diritti umani e ambientali.

 

Le foreste, i terreni umidi e la savana del Brasile sono habitat essenziali per una gran varietà di popolazioni indigene, per la stabilità del clima globale e per la conservazione della biodiversità. Lavorando per smantellare le politiche anti deforestazione, la nuova amministrazione brasiliana mette a rischio i diritti degli indigeni e le aree naturali che essi proteggono.

 

L’Ue ha speso più di 3 miliardi di euro in importazioni di minerali ferrosi dal Brasile nel 2017, nonostante l’attività mineraria avesse standard di sicurezza preoccupanti e determinasse intensa deforestazione. Nel solo 2011, l’Ue ha importato manzo e bestiame associato a oltre 1000 km quadrati di deforestazione in Brasile (l’equivalente di oltre 300 campi da calcio ogni giorno). L’Ue necessita, quindi, di rafforzare l’impegno per un commercio sostenibile e mantenere i propri impegni riguardo i diritti umani, la protezione dell’ambiente e il contenimento del cambiamento climatico.

 

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Fermare la deforestazione ha un risvolto economico, in quanto la salute delle foreste è cruciale per preservare i ritmi della pioggia da cui dipende l’agricoltura brasiliana. Recuperare terreni degradati e migliorare la resa dei campi agricoli potrebbe soddisfare la crescente domanda agricola per almeno due decadi senza richiedere ulteriore deforestazione.

 

Chiediamo all’Ue di subordinare i negoziati commerciali con il Brasile ai seguenti punti: (i) il rispetto della Dichiarazione dei Diritti delle Popolazioni Indigene promulgata dalle Nazioni Unite; (ii) lo sviluppo di procedure di tracciamento di beni di consumo associati a deforestazione e a situazioni conflittuali con i diritti degli indigeni; (iii) la consultazione con le popolazioni indigene e le comunità locali per definire precisi criteri sociali e ambientali per i beni commercializzati.

 

L’Unione europea è stata fondata sui principi del rispetto dei diritti e della dignità umana. Oggi, ha l’opportunità di essere un leader mondiale che supporti questi principi e protegga un clima abitabile semplicemente rendendo la sostenibilità il punto cruciale dei suoi negoziati commerciali con il Brasile.

 

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