Occasione persa per vietare le bioenergie da deforestazione

La direttiva sulle rinnovabili resterà il cavallo di troia per la deforestazione, continuando ad incentivare le bioenergie da biomasse forestali

bioenergie

 

Le chiamano rinnovabili ma le bioenergie alimentano le fossili

 

(Rinnovabili.it) – Un passo avanti, ma troppo piccolo per rappresentare un vero impegno ad escludere le bioenergie dalla direttiva sulle rinnovabili. Il voto della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo (32 a 29) poteva rappresentare una importante spinta per una risoluzione ambiziosa nella prossima plenaria, ma purtroppo gli eurodeputati ambientali non sono andati oltre il compitino. Hanno confermato l’impegno dell’UE ad eliminare i biocarburanti dannosi nei trasporti, chiedendo un aumento della quota di energie rinnovabili dal 27 al 35% entro il 2030ma non hanno voluto incidere sull’utilizzo delle biomasse nei settori del riscaldamento e dell’elettricità.

«Il voto del Parlamento europeo rafforza oggi l’impegno dell’UE di eliminare i biocarburanti da colture alimentari e per mangimi dell’UE con un impatto climatico negativo – ha commentato Sini Eräjää, responsabile delle politiche europee sulle bioenergie di BirdLife Europe – Ma non introduce nuovi obiettivi in ​​materia di energie rinnovabili che incoraggino questo passaggio». Inoltre, non si è deciso di porre fine allo sfruttamento sempre maggiore delle foreste per l’energia, addirittura indebolendo la proposta della Commissione Europea sui requisiti di sostenibilità della biomassa forestale.

 

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«Tutto ciò consentirà un maggior sfruttamento delle foreste e l’abbattimento di habitat sensibili solo per bruciare bioenergieil legname per la produzione energetica», ha aggiunto Eräjää. Un risultato che si allontana sia dalla conservazione di queste aree che dalla mitigazione del cambiamento climatico, togliendo stabilità a lungo termine per i produttori di bioenergie veramente sostenibili, come quelle derivate dal trattamento dei rifiuti.

La plenaria del Parlamento Europeo e gli Stati membri possono ancora apportare modifiche alla legislazione, ma è improbabile che facciano meglio di così. Gli interessi dell’industria sono molto forti e utilizzare la direttiva sulle rinnovabili come cavallo di troia per aumentare la deforestazione è un gioco di prestigio cui nessuno vuol rinunciare. Dal 2009 l’Unione europea ha consentito agli Stati membri di incentivare l’uso del legno per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Queste sovvenzioni hanno aumentato l’uso della biomassa negli impianti a carbone dell’85% in alcuni paesi, e nel complesso, secondo un recente studio del think tank Sandbag, il 40% della biomassa per la produzione elettrica finisce nelle centrali termoelettriche. Non si sbaglia di molto, dunque, sostenendo che con la direttiva sulle rinnovabili si finanzia anche il carbone.

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