UE: al via i negoziati sul nuovo bilancio europeo

I 27 leader europei si incontrano oggi a Bruxelles per discutere la proposta di bilancio 2021-2027 del presidente del Consiglio UE, Charles Michel. Oltre ai meccanismi di accesso al Just Transition Fund, si prevedono novità sulla PAC e sul mercato del carbonio (ETS).

Bilancio europeo
Credits: Capri23auto da Pixabay

Oggi a Bruxelles si discute il QFP, il bilancio europeo che vedrà aumentare del 5% la spesa per il clima.

 

(Rinnovabili.it) – Oggi, gli (ormai) 27 leader dell’UE si incontrano a Bruxelles per dare il via ai negoziati sul cosiddetto quadro finanziario pluriennale (QFP), vale a dire il bilancio europeo settennale del blocco. Quest’anno e per i prossimi sette, però, l’Unione Europea dovrà fare i conti con un buco di 80 miliardi di euro creato dalla Brexit e con la necessità di finanziare il Green Deal, per cui si prevede una spesa da mille miliardi di euro.

 

Per quanto riguarda gli obiettivi climatici dell’eurozona, la proposta di bilancio 2021-2027 presentata dal presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, riporta degli specifici elementi chiave che condividono un punto in comune: fare in modo che tutte le spese dell’UE siano coerenti con gli obiettivi dell’accordo di Parigi, che mirano a limitare il riscaldamento globale a 1,5° Celsius rispetto ai livelli preindustriali di questo secolo.

 

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Innanzitutto, la proposta di Michel prevede che almeno 1/4 del bilancio europeo per i prossimi sette anni sia dedicato al clima, compresa l’ambizione finale di rendere l’UE un continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. Ciò equivarrebbe ad un ammontare totale delle risorse economiche pari a 274 miliardi di euro sul budget totale (1.095 trilioni di euro). Se questa cifra fosse confermata, si registrerebbe un aumento del 5% rispetto a il bilancio 2014-2020, in cui il 20% della spesa era destinato al clima.

 

Inoltre, il presidente del Consiglio d’Europa suggerisce (confermando la proposta della Commissione) che 7,5 miliardi di euro siano destinati al Just Transition Fund (Fondo di equa transizione), avente lo scopo di supportare economicamente le regioni e i settori produttivi ad alta intensità di emissioni ad abbandonare i combustibili fossili. Tuttavia, l’accesso alle risorse del Fondo prevede una clausola: gli Stati membri che non hanno aderito all’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050 otterranno solo la metà della loro quota prevista. In questo caso, il principale destinatario di questo criterio di condizionalità è la Polonia, l’unico stato membro che ha rifiutato di impegnarsi nell’obiettivo di neutralità climatica in occasione di un vertice UE tenutosi a dicembre. La Polonia, principale destinatario del fondo a causa delle sue caratteristiche di produzione energetica (basata soprattutto sull’uso del carbone), potrebbe quindi vedere volatilizzarsi 1 miliardo di euro dei 2 previsti.

 

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Secondo i piani di Michel, anche la spesa per l’agricoltura diventerebbe più verde, con il 40% del bilancio della Politica Agricola Comune (PAC) dedicato all’azione per il clima. La PAC rappresenterebbe quasi 1/3 del bilancio europeo 2021-27 in base all’attuale proposta. In questo caso, si prevede di lanciare una nuova architettura ambientale per i sussidi all’agricoltura, mentre i progetti di sviluppo rurale che dimostrano di avere un ‘approccio climatico’ avrebbero accesso a un tasso di cofinanziamento europeo più elevato.

 

Inoltre, Michel vuole che il bilancio europeo sia parzialmente finanziato da un’imposta sui rifiuti in plastica e dai fondi dell’ETS, il mercato UE del carbonio. L’imposta sulla plastica sarebbe pari a 0,8 euro per ogni kg di rifiuti di plastica non riciclata, mentre una parte delle entrate provenienti dal sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE verrebbe reindirizzata verso lecasse comuni europee. Attualmente, sono i governi nazionali a godere direttamente dell’entrate dell’ETS, che in totale hanno ricevuto nel 2019 circa 14,5 miliardi di euro. Infine, il capitale in bilancio proveniente dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) aumenterebbe di 100 miliardi di euro, aiutando a mobilitare altri 500 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi per raggiungere gli obiettivi climatici e digitalizzare l’economia del blocco.

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