Il rapporto A Nordic Perspective on AMOC Tipping esamina lo stato attuale delle conoscenze scientifiche sugli impatti di un potenziale collasso della Circolazione Meridionale Atlantica (AMOC) e sollecita accomandazioni per l’agenda politica.

Un rapporto dei Paesi nordici sugli effetti del collasso della Circolazione Atlantica chiede di rafforzare le politiche di mitigazione e preparazione
I Paesi nordici più Regno Unito e Irlanda potrebbero diventare molto più freddi a causa del riscaldamento globale, secondo quanto emerge da un nuovo rapporto del Consiglio dei Ministri Nordici. Il rapporto espone i rischi collegati al possibile collasso della Circolazione Atlantica, una delle più grandi correnti oceaniche del mondo, e i relativi effetti.
Il Consiglio dei Ministri Nordici è l’organismo deputato alla cooperazione intergovernativa nella regione nordica. Lo studio informa che un collasso della Circolazione Meridionale Atlantica (AMOC) avrebbe gravissime ripercussioni sulla sicurezza nazionale delle società dei Paesi nordici e, di conseguenza, della NATO. Gli effetti sarebbero: un forte calo degli stock ittici, difficoltà nei trasporti e nel commercio a causa del congelamento dei porti, perturbazioni gravi della prodittività dell’agricoltura e un innalzamento del livello del mare di 50 cm.
Il rapporto chiede l’integrazione di un sistema di allerta precoce per l’AMOC nei processi decisionali politici e sollecita un rapido abbandono dell’uso di petrolio, carbone e gas, al fine di limitare le emissioni di gas serra e rendere meno probabile il collasso della corrente oceanica.
Preparato in collaborazione con ricercatori di diversi istituti di nordici e internazionali, lo studio è stato curato dall’Istituto Meteorologico Finlandese.

Perché la Circolazione Meridionale Atlantica (AMOC) è così importante
La Circolazione Meridionale Atlantica (Atlantic Meridional Overturning Current, o AMOC), comprende la Corrente del Golfo e trasporta acqua calda dai tropici verso il Nord Europa, permettendo alla regione di godere di un clima relativamente più mite rispetto alla sua latitudine. Tuttavia, gli scienziati da tempo ormai ritengono che il cambiamento climatico stia incidendo negativamente su tale corrente, indebolendola. Il rapporto lancia un ulteriore allarme: se il clima dovesse riscaldarsi ancora rispetto ai livelli attuali, aumenterebbe la probabilità che la corrente si arresti completamente.
Se ciò accadesse, i Paesi nordici, ossia Groenlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca, più Regno Unito e Irlanda, subirebbero un drastico raffreddamento, mentre altre regioni del mondo continuerebbero a riscaldarsi. Negli ultimi anni, gli scienziati hanno spiegato che il collasso dell’AMOC potrebbe portare temperature fino a –20 °C a Londra e fino a –50 °C a Oslo.
Implicazioni del collasso dell’AMOC per il clima globale
L’AMOC attualmente ridistribuisce il calore dall’emisfero australe all’emisfero boreale. Quando si indebolisce, questo trasporto di calore si riduce, causando il raffreddamento dell’emisfero settentrionale e il riscaldamento dell’emisfero meridionale.
Di conseguenza, il collasso della corrente colpirà i sistemi naturali e umani dell’emisfero boreale e avrà implicazioni in diverse parti del mondo. Lo spostamento verso Sud della zona di convergenza intertropicale, la fascia delle piogge tropicali, comporta la possibilità di conseguenze disastrose per le regioni dipendenti dai monsoni come il Sahel e l’India. Con l’aumento delle emissioni di gas serra, gli scienziati avvertono che il rimescolamento profondo nel vortice subpolare potrebbe arrestarsi bruscamente, causando uno spostamento verso Nord della corrente a getto e un aumento del rischio di ondate di calore estive in Europa.
Sensibilità dell’AMOC al riscaldamento globale
Se la sensibilità dell’AMOC al riscaldamento globale si attestasse nella fascia alta delle stime più recenti, e l’AMOC rallentasse a un livello di riscaldamento globale di circa 2 °C, allora è probabile che si verifichi un forte raffreddamento, specialmente durante l’inverno, nell’Atlantico settentrionale e nei Paesi nordici.
Tuttavia, se l’AMOC fosse più stabile e si verificasse un rapido rallentamento della corrente in un mondo più caldo di 3–4 °C, allora un raffreddamento netto in inverno con aumento delle tempeste sarebbe improbabile nell’Atlantico settentrionale e nell’Europa settentrionale; Tuttavia, le estati sarebbero molto probabilmente più calde di oggi a causa del riscaldamento indotto dai gas serra. Ciononostante, anche senza un raffreddamento netto, molti gravi impatti climatici, come il riscaldamento dell’emisfero australe e l’aumento dell’innalzamento del livello del mare, si verificherebbero comunque in seguito a un collasso dell’AMOC.
Indipendentemente dai tempi, l’arresto dell’AMOC implica acqua più dolce e leggera nel Nord Atlantico. Le masse d’acqua più leggere occupano volumi maggiori e per questo determinano un innalzamento dinamico del livello del mare. Le stime più aggiornate suggeriscono un innalzamento fino a quasi 50 cm lungo le coste europee. Se a questo si aggiungono il riscaldamento dell’emisfero meridionale, il riscaldamento potenzialmente più rapido della calotta glaciale dell’Antartide occidentale e lo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia, l’innalzamento del livello del mare dovuto al riscaldamento globale avverrebbe in maniera ancora più veloce a seguito del collasso dell’AMOC.
Messaggi chiave del rapporto
Il rapporto sottolinea l’urgenza di una mitigazione vigorosa delle emissioni e il raggiungimento di obiettivi di emissioni nette negative. Finché non sarà possibile avere una migliore comprensione della probabilità che l’AMOC superi il punto di non ritorno e del livello di riscaldamento globale come dell’arco temporale in cui ciò potrebbe avvenire, è necessario adottare un approccio di tipo precauzionale. Ogni ulteriore riscaldamento e ogni prolungamento del superamento di 1,5 °C di riscaldamento aumentano il rischio di un collasso della Circolazione Atlantica.
Sono quindi fondamentali finanziamenti a lungo termine per mantenere operativi i principali sistemi di osservazione e per costruire un sistema di allerta precoce dell’AMOC, in grado di integrare osservazioni della Terra e simulazioni modellistiche. Tale sistema di allerta dovrebbe essere integrato nei processi decisionali. In tal senso, la nuova legge europea Ocean Act, da approvare entro il 2027, potrebbe fungere da coordinamento di tali sforzi.
Il futuro dell’AMOC resta altamente incerto ma il collasso potrebbe avere effetti disastrosi nei Paesi nordici, diversi e in parte opposti a quelli previsti. Pertanto, il potenziale collasso dell’AMOC dovrebbe essere considerato come una minaccia reale e significativa da affrontare con quadri completi di gestione del rischio integrati a tutti i livelli di governance.
Gli effetti del collasso della Circolazione Atlantica sui sistemi socio-ecologici
La ricerca ha permesso anche di esaminare l’impatto del collasso dell’AMOC sui sistemi socio-ecologici. I rischi includono il collasso della produttività primaria marina, la ridistribuzione delle specie e la perdita di biodiversità, con conseguenze gravi per il settore ittico. Inoltre, il collasso della convezione profonda nel vortice subpolare può portare anche a uno spostamento temporale della fioritura primaverile, con la possibilità di forti alterazioni nel funzionamento dell’ecosistema. Oltre allo spostamento temporale, si prevede una riduzione della produttività complessiva.
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