Lo studio fornisce una delle prove più chiare mai presentate fino a questo momento sul fatto che la calotta glaciale antartica potrebbe essere soggetta a uno scioglimento diffuso e auto-rinforzante in risposta al riscaldamento climatico.

Lo scioglimento dei ghiacci dell’Antartide orientale avvenuto quasi 9 mila anni fa sarebbe stato causato da un meccanismo auto-rinforzante innescato da fusione della piattaforma glaciale e circolazione oceanica. Un nuovo studio ha chiarito il meccanismo alla base del collasso della calotta glaciale dell’Antartide orientale. Capire come ampie calotte glaciali in passato hanno reagito al riscaldamento climatico potrebbe aiutare a migliorare le previsioni future, considerato soprattutto l’attuale contesto di riscaldamento globale.
La ricerca sullo scioglimento dei ghiacci dell’Antartide orientale
L’afflusso di acque profonde circumpolari in prossimità delle piattaforme continentali dell’Antartide determina un’accelerazione della perdita di massa della calotta glaciale antartica. Tuttavia, i meccanismi che determinano un maggiore afflusso di acque calde profonde e il loro conseguente impatto sulla calotta glaciale non erano ancora conosciuti del tutto.
La ricerca quindi ha dimostrato che l’afflusso di acque calde profonde lungo la costa orientale dell’Antartide ha causato in passato il collasso delle piattaforme di ghiaccio. A propria volta, la fusione della piattaforma glaciale ha accelerato la perdita di ghiaccio nell’entroterra. La scoperta indica quindi che il ritiro del ghiaccio in Antartide non è soltanto un fenomeno regionale. Piuttosto, le connessioni oceaniche sono in grado di amplificare la perdita di ghiaccio. L’acqua di fusione di una regione innesca, infatti, processi di scioglimento in altre regioni, in base a un fenomeno definito feedback positivo a cascata. Il fenomeno può aiutare a comprendere il grado di instabilità delle calotte glaciali antartiche anche nel presente.
La ricerca è stata pubblicata su Nature Geoscience. A guidare lo studio è stato il professor Yusuke Suganuma del National Institute of Polar Research (NIPR) e della Graduate University for Advanced Studies (SOKENDAI).
Svelato il meccanismo di scioglimento dei ghiacci dell’Antartide orientale
La calotta glaciale dell’Antartide orientale, che costituisce la metà delle riserve di acqua dolce mondiale, sta sperimentando una perdita di massa in alcune regioni costiere. Per provare a comprendere come i ghiacci in passato hanno risposto al riscaldamento del clima i ricercatori hanno analizzato i sedimenti marini raccolti nella Baia di Lützow-Holm, situata lungo la costa di Sôya, tra il 1980 e il 2023, più i recenti campionamenti effettuati dalla nave rompighiaccio Shirase.
Lo studio ha dimostrato quindi che quasi 9 mila anni fa si verificò un aumento delle acque profonde circumpolari calde (CDW) all’interno della baia e questo incremento determinò il collasso delle piattaforme di ghiaccio galleggianti. Disintegrandosi, le piattaforme persero il loro effetto di sostegno e il ghiaccio interno iniziò a scorrere più velocemente verso l’oceano.
Il meccanismo auto-rinforzante
Un approccio di modellazione gerarchica capace di combinare simulazioni climatiche e oceaniche ad alta risoluzione ha suggerito che lo scarico di acqua dolce dai settori antartici adiacenti nell’Oceano Antartico abbia probabilmente aumentato l’afflusso regionale nella Baia di Lützow-Holm tra 10.000 e 9.000 anni fa. I ricercatori parlano di feedback auto-rinforzante in riferimento a questo processo: l’acqua di fusione proveniente dai settori antartici ha favorito la stratificazione e le incursioni di acque profonde circumpolari verso le piattaforme glaciali adiacenti. Oltre all’innalzamento del livello del mare, tale fenomeno è in grado di innescare un’ulteriore instabilità della piattaforma glaciale e aumentare lo scarico dinamico di ghiaccio interno.
Un avvertimento dal passato
Lo studio fornisce quindi una delle prove più chiare mai presentate fino a questo momento sul fatto che la calotta glaciale antartica potrebbe essere soggetta a uno scioglimento diffuso e auto-rinforzante in risposta al riscaldamento climatico naturale. Nonostante l’evento si sia verificato durante l’Olocene inferiore, un periodo caratterizzato da temperature globali elevate rispetto all’ultima era glaciale, i meccanismi evidenziati da questo studio valgono anche per il fenomeno del riscaldamento globale contemporaneo.
Le osservazioni recenti indicano che parti della calotta glaciale antartica occidentale, come i ghiacciai Thwaites e Pine Island, stanno già sperimentando un rapido ritiro per via dell’intrusione di acque calde profonde. Ammesso che analoghi feedback a cascata siano in atto oggi, esiste la possibilità che lo scioglimento regionale si diffonda e inneschi una ulteriore perdita complessiva di massa della calotta glaciale, contribuendo così a favorire l’innalzamento globale del livello dei mari.
Vai alla ricerca pubblicata su Nature Geoscience.












