Ci sono speranze che aumentino i finanziamenti per la risposta alle crisi, ma tanto dipende da Governi e cittadini.

Incendi in Francia e Spagna: l’UE avverte che la risposta futura dovrà evolversi per tenere il passo con i cambiamenti climatici
La Commissione Europea valuterà l’adozione di misure straordinarie e nuove iniziative per far fronte all’emergenza incendi. La risposta dell’Unione Europea ai roghi boschivi ha bisogno di più fondi e di una attenzione maggiore alla gestione delle foreste. Lo ha dichiarato la Commissaria UE per la gestione delle crisi, Hadja Lahbib, a fronte della devastazione causata dagli incendi in Francia e Spagna, non ancora estinti. I roghi hanno aggravato le condizioni della regione già duramente colpita da temperature torride e siccità.
Francia e Spagna stanno affrontando una stagione degli incendi boschivi eccezionalmente grave, come l’ha descritta la Commissione UE. Le autorità sono impegnate in una corsa contro il tempo. Nei due Paesi sono state evacuate più di 300.000 persone. Gli incendi boschivi sono significativamente superiori alle medie storiche di lungo termine, come ha evidenziato di recente il Joint Research Centre (JRC) della Commissione.
“La priorità è spegnere gli incendi, sostenere gli sforzi per salvare vite umane e tenere sotto controllo i roghi nella maniera più rapida possibile. Tuttavia, una volta terminata la fase di emergenza, come facciamo sempre, valuteremo attentamente la nostra risposta complessiva a questa crisi. La Commissione trarrà insegnamento da questa estate e valuterà se siano necessarie ulteriori misure o iniziative. Le nostre politiche si evolvono continuamente in base all’esperienza“, ha dichiarato a Playbook di Politico la Commissaria UE Hadja Lahbib.
«Il cambiamento climatico sta accelerando. Di conseguenza, la nostra risposta deve evolversi altrettanto rapidamente – ha detto invece a Reuters Hadja Lahbib – Dobbiamo prepararci ai rischi prima che i disastri colpiscano, e non limitarci a reagire a cose fatte». Lahbib ha affermato che non è sufficiente acquistare semplicemente maggiore equipaggiamento per lo spegnimento degli incendi, e che Paesi Membri dovrebbero anche investire una fetta più consistente dei fondi europei in pratiche di gestione forestale efficaci che riducano il rischio, oltre a sensibilizzare di più i cittadini su quali comportamenti devono assolutamente evitare per ridurre il rischio di roghi. Circa il 90% degli incendi boschivi è causato da attività e scelte umane, come i falò o i mozziconi di sigaretta gettati a terra, ha spiegato la Commissaria.
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Lo spegnimento degli incendi resta una responsabilità statale
In ogni caso, la Commissione UE svolge un ruolo limitato in questo ambito: lo spegnimento degli incendi resta una responsabilità statale. Bruxelles può intervenire in caso di emergenza, quando i Governi chiedono aiuto attraverso il Meccanismo di protezione civile dell’Unione e lo strumento rescEU, che in questo momento è sotto pressione a causa della richiesta simultanea pervenuta da diversi Paesi.
L’assistenza della protezione civile europea consiste in aiuti disponibili prima o subito dopo il verificarsi di un disastro. Tale assistenza può riguardare la fornitura di medicinali, alloggi e unità di depurazione dell’acqua. Esistono anche squadre specializzate, come i vigili del fuoco o le squadre di soccorso, supportate da esperti che valutano e coordinano gli sforzi sul campo.
Fino a questo momento, l’UE ha garantito l’assistenza per gli incendi in Francia e Spagna. In Francia l’UE ha inviato 7 aerei e 4 elicotteri da Cechia, Croazia, Germania, Portogallo, Slovacchia, Svezia e Turchia. La maggior parte di questi velivoli fa parte della flotta antincendio rescEU. In Spagna, invece, l’UE ha mobilitato 6 aerei da Grecia, Italia e Turchia, e ha dispiegato 134 operatori e 41 veicoli provenienti dal Portogallo.
I piani dell’Unione per il futuro
Per adesso, l’ipotesi che appare più concreta riguarderebbe delle linee guida della Commissione rivolte ai Governi sulla gestione integrata del rischio di incendi boschivi, una sorta di una tabella di marcia non vincolante su prevenzione, gestione del territorio e coordinamento. Una misura da aggiungere a un graduale rafforzamento di rescEU, ha riferito a Politico la portavoce della Commissione, Anna-Kaisa Itkonen.
Il prossimo QFP (Quadro Finanziario Pluriennale), il piano di bilancio settennale dell’UE, non è ancora stato approvato e potrebbero essere integrate delle modifiche. Come parte di una proposta di compromesso, Cipro, che ha ricoperto la presidenza semestrale del Consiglio nella prima metà di quest’anno, ha destinato 9,73 miliardi di euro per il Meccanismo di protezione civile dell’Unione. La Commissione vorrebbe più che raddoppiare i finanziamenti per la risposta alle crisi, portandoli a 10,7 miliardi di euro. Il Parlamento UE, invece, vorrebbe andare oltre e arrivare a 12 miliardi di euro e penserebbe a una Direttiva europea sull’impegno dei cittadini in tal senso.
La flotta antincendio permanente dell’UE è stata finanziata con appena 600 milioni di euro. Tuttavia, la capacità non è tutto. Come ha affermato un altro funzionario dell’UE: «Si possono comprare 24 canadair. Se ne possono comprare anche 50. Non saranno mai abbastanza».












