Rinnovabili • Governare la transizione: il ruolo dell’ingegneria e del CNI Rinnovabili • Governare la transizione: il ruolo dell’ingegneria e del CNI

Governare la transizione: il ruolo dell’ingegneria e del CNI

L'editoriale di Alberto Romagnoli, Consigliere CNI, con deleghe a Territorio, Ambiente e Comunicazione

Governare la transizione: il ruolo dell’ingegneria e del CNI

di Alberto RomagnoliConsigliere del Consiglio Nazionale degli Ingegneri

Il nuovo numero di Obiettivo 4.0 restituisce con chiarezza la complessità della fase che il sistema energetico sta attraversando. L’approvazione del Decreto-Legge Energia da parte del Consiglio dei Ministri, le misure europee sull’ETS2, il tema delle materie prime critiche e il rafforzamento delle infrastrutture per combustibili alternativi delineano un quadro in cui la transizione non è più solo un obiettivo ambientale, ma una questione industriale e strategica.

Accanto alla dimensione normativa, l’innovazione tecnologica corre veloce: sistemi di accumulo evoluti, nuove soluzioni per l’idrogeno, batterie alternative e tecnologie digitali applicate alla sicurezza e alla gestione delle reti. Tuttavia, nessuna innovazione può produrre effetti sistemici senza qualità progettuale, standard tecnici aggiornati e una governance competente.

È qui che si inserisce il ruolo del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Il CNI è chiamato a presidiare il processo di transizione energetica sotto tre profili fondamentali:

• garantire competenze qualificate e aggiornamento continuo dei professionisti;

• contribuire al dibattito normativo con un approccio tecnico-scientifico indipendente;

• promuovere una cultura della sostenibilità fondata su metodo, misurabilità e responsabilità.

La partecipazione del CNI a KEY – The Energy Transition Expo rappresenta in questo senso un momento strategico di confronto con istituzioni, imprese e mondo della ricerca. KEY non è solo una vetrina tecnologica, ma un laboratorio di policy e di visione industriale. La presenza degli ingegneri in questo contesto ribadisce che la transizione si realizza attraverso progetti concreti, infrastrutture sicure e soluzioni tecnicamente validate.

La sfida che abbiamo davanti è chiara: trasformare obiettivi climatici e misure emergenziali in un sistema energetico stabile, competitivo e resiliente. L’ingegneria italiana, attraverso il CNI, deve continuare a svolgere un ruolo di guida tecnica e di garanzia per il Paese, assicurando che innovazione e sostenibilità procedano insieme, con rigore e visione strategica.