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“La transizione possibile”, il viaggio del GSE nell’Italia in transizione

Un documentario e un anno di risultati raccontano come la transizione energetica sta cambiando il Paese

Un viaggio nell’Italia rinnovabile che comincia con una turbina Pelton, attraversa valli, fiumi e monti e raggiunge una sacrestia che cela i controlli digitali di una Comunità Energetica Rinnovabile, una CER. Il parroco tiene sotto controllo carico e domanda dal cellulare. Una centrale idroelettrica di 111 anni fa, una delle prime italiane, dalle eleganti linee art nouveau, con i macchinari incastonati in preziosi pavimenti a mosaico. Il revamping di un parco eolico che produce il triplo con quasi la metà delle torri grazie al repowering degli impianti. Case efficienti rese energeticamente efficienti con involucri ad alte prestazioni e impianti fotovoltaici e a biomassa. Il biometano prodotto dagli scarti del ciclo dell’olio tra uliveti e frantoi. È l’Italia delle rinnovabili, l’Italia che affronta la transizione con coraggio e risultati, senza paure, isterismi e senza farne una sineddoche di ciò che si detesta.

La racconta il documentario ‘La transizione possibile’, presentato all’Auditorium del GSE alla presenza del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto e del padrone di casa, il presidente del GSE Paolo Arrigoni. Una giornata che ha fornito un’occasione per mostrare il volto concreto della transizione energetica nei territori e per raccontare i numeri di un anno in cui il Gestore dei Servizi Energetici ha rafforzato il proprio ruolo di motore della decarbonizzazione italiana.

Firmato dal giornalista e divulgatore scientifico Luca Pagliari, il documentario è un viaggio tra persone, tecnologie e luoghi simbolo di un cambiamento già in atto, lungo tutta la penisola. Il passaggio dal fossile a fonti di energia rinnovabile come fotovoltaico, idroelettrico, eolico, biogas e biomasse, ma anche CER, educazione ambientale ed esempi di efficientamento energetico delle grandi industrie. Come la Cartiera dell’Adda, eccellenza manifatturiera attiva da oltre due secoli, che ha avviato un processo di decarbonizzazione grazie a un impianto a biomassa legnosa. O come i giovani ingegneri di Candela che trasformano sansa e deiezioni in biometano, costruendo un’autonomia energetica reale e replicabile. Ancora la Malga di Vallelaghi, oggi modello di efficienza energetica in quota. Il documentario restituisce una narrazione fatta di volti, esperienze, scelte imprenditoriali e coraggio istituzionale.

L’immagine dell’Italia che emerge è quella di un Paese in transizione, e checché se ne dica sta andando avanti, nonostante ci sia qualcuno che per i più vari motivi rema contro e crea intralci di natura diversa dai temi propri di questo processo. Ad esempio, per gli allacci di nuova capacità viaggiamo al ritmo di 1.200-1.300 connessioni al giorno, una velocità che era impensabile e significa il coinvolgimento di migliaia e migliaia di famiglie, il cambiamento di pelle della nostra industria che si sta elettrificando. Non è solo una sfida ambientale ma un cambiamento del nostro sistema economico che coinvolge la consapevolezza dei nostri imprenditori e delle nostre famiglie”, sottolinea Pichetto.

“Siamo in una fase di grande cambiamento, domani i numeri saranno diversi, qualche tecnologia sarà più affinata ma rimane una sfida Paese per restare in testa e non nel gruppo di coda”, dà la carica il ministro, “rimanere nei primi dieci vuol dire creare vantaggi di natura economica, far percepire che se mi autoproduco l’energia ho un un guadagno, un beneficio di natura economica”.

Vantaggi per i conti, vantaggi per l’ambiente, vantaggi per le persone. Ma la transizione può avere aspetti positivi anche su altre criticità dell’Italia. Ad esempio, “il fenomeno nazionale dell’abbandono delle aree interne, significa che bisogna creare condizioni di competitività diverse per mantenere la presenza delle persone e delle famiglie. Crediamo che il percorso delle tecnologie, della decarbonizzazione e delle energie diverse sia uno dei percorsi per costruire il futuro delle aree interne”, afferma Pichetto.

“Con questo documentario abbiamo voluto restituire una dimensione umana e concreta della transizione. Un racconto autentico, che dimostra che il cambiamento non solo è possibile, ma è già iniziato. Accanto a questo, oggi presentiamo anche i numeri: il GSE ha consolidato nel 2024 il proprio ruolo strategico, superando i 52 miliardi di fatturato e attivando oltre 14 miliardi di euro in incentivi alle rinnovabili, con 2 milioni di impianti FER su tutto il territorio nazionale, spiega Arrigoni. “Ma guardando avanti sappiamo che non basta. Gli obiettivi 2030 impongono un’accelerazione decisa e il GSE continuerà ad accompagnarli. Perché la transizione non è solo un percorso tecnico: è una trasformazione culturale, sociale ed economica che riguarda tutti”.

La presentazione del documentario è stata l’occasione per raccontare i dati del Bilancio 2024 GSE, che confermano la crescita del sistema e il rafforzamento del ruolo dell’ente come facilitatore della transizione con 14,6 miliardi di euro gli incentivi riconosciuti a sostegno, principalmente, delle fonti rinnovabili. O i 750.000 titoli di efficienza energetica, che hanno consentito un risparmio effettivo misurabile in circa 400.000 tonnellate equivalenti di petrolio. Tutto questo anche grazie ai servizi di tutoring del GSE, che hanno reso accessibile la transizione energetica a 6.224 amministrazioni pubbliche (+16% rispetto al 2023), di cui 4.850 Comuni.

Ma i numeri, da soli, non bastano a raccontare il cambiamento. Per questo il GSE nell’ultimo anno ha scelto di attraversare fisicamente il Paese con il ‘Roadshow – Diamo energia al cambiamento’, un viaggio itinerante in 13 regioni, che ha unito scuole, imprese e istituzioni in un confronto diretto e concreto. È dal GSE spiegano che è proprio da quell’esperienza sul campo che ha preso forma il documentario, quale “naturale prosecuzione di un ascolto attento dei territori e delle persone che, ogni giorno, rendono reale la transizione”.

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About Author / Roberto Antonini

Vicecaposervizio dell'Agenzia DIRE, responsabile della redazione Ambiente, collabora con Huffington Post Italia. Segue i temi della transizione energetica e digitale da quando ancora nessuno le chiamava così. Giornalista parlamentare, segue i lavori di Camera e Senato con particolare attenzione ai temi legati ad ambiente, energia, trasporti, agroalimentare, infrastrutture. Il suo approccio è ad ampio spettro, preferendo sempre l’innovazione all’esistente e il progresso alla conservazione. Segue le principali realtà economiche e finanziarie di settore, modera convegni per varie realtà e situazioni mettendo a frutto i suoi oltre 25 anni di esperienza giornalistica.