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Con l’IA si riduce l’inquinamento degli aerei: la sperimentazione di Google e American Airlines

Le scie di condensazione lasciate dagli aerei nei cieli producono tra 1 e 2% del riscaldamento globale causato dall'uomo: l'uso dell'IA potrebbe evitarle

Con l'IA si riduce l'inquinamento degli aerei: la sperimentazione di Google e American Airlines
Immagine creata con IA

Progetto IA Google e American Airlines riduce inquinamento

L’intelligenza artificiale per ridurre l’inquinamento aereo. Google e American Airlines stanno testando i risultati di un progetto pilota che utilizza l’IA per mitigare l’impatto climatico dei voli. La sperimentazione si è concentrata sulla prevenzione delle scie di condensazione, quelle sottili tracce bianche che gli aerei lasciano nel cielo, e che contribuiscono in modo significativo al riscaldamento globale.

Inquinamento aereo, peso nascosto delle scie

Secondo Contrails.org, un’organizzazione di ricerca senza scopo di lucro, le scie di condensazione sono responsabili di circa l’1-2% del riscaldamento globale causato dall’uomo. Quando gli aerei attraversano zone di atmosfera fredda e umida, le particelle di fuliggine emesse dai motori agiscono come nuclei di condensazione per il vapore acqueo, formando cristalli di ghiaccio. Questi cristalli creano nuvole che intrappolano il calore, contribuendo all’effetto serra.

Mentre il passaggio a carburanti più puliti, come il SAF, rappresenta una soluzione a lungo termine per ridurre le emissioni e si tratta di un’opzione ancora molto costosa. Al contrario, una leggera modifica della rotta di volo per evitare le zone propense alla formazione di scie di condensazione, sarebbe una soluzione più economica e scalabile nell’immediato.

L’IA al servizio del cielo

Google ha sviluppato uno strumento di previsione che identifica le aree in cui è probabile che si formino le scie di condensazione se un aereo vi transita. Queste previsioni sono state integrate nel sistema di pianificazione dei voli di American Airlines, Flightkeys, su base sperimentale. Questo permette ai piloti e ai pianificatori di volo di identificare rotte alternative o modifiche dell’altitudine che evitano queste zone critiche.

La sperimentazione ha coinvolto 2.400 voli operati da American Airlines tra gli Stati Uniti e l’Europa da gennaio a maggio 2025. Metà dei voli ha avuto accesso alle previsioni per evitare le scie di condensazione, mentre l’altra metà ha costituito il gruppo di controllo.

I risultati pubblicati sul blog aziendale di Google sono promettenti: i 112 voli che hanno adottato le modifiche di rotta hanno generato il 62% in meno di scie di condensazione rispetto al gruppo di controllo. I ricercatori hanno stimato che ciò ha ridotto l’effetto serra associato a questi voli di circa il 69%.

Inquinamento aereo, IA promette futuro meno inquinato

Un altro aspetto interessante emerso dal test è la sostanziale invarianza nel consumo di carburante tra i due gruppi, dato che smentisce il timore che le modifiche di rotta potessero aumentare significativamente i costi. In una fase storica in cui le compagnie aeree faticano a ottimizzare le rotte tradizionali per via dei conflitti in corso, attuare una pianificazione differente risulta complesso; ciò nonostante, American Airlines intende proseguire la collaborazione per condurre ulteriori studi

Da parte di Google, nei prossimi mesi si prevede una sperimentazione più ampia e la collaborazione con altri fornitori di software per la pianificazione dei voli per integrare le previsioni nei loro prodotti. “Sappiamo che l’aviazione è uno dei settori più difficili da decarbonizzare“, ha dichiarato Dinesh Sanekommu, responsabile del lavoro di Google sulle scie di condensazione. “La speranza è che, sia attraverso queste previsioni basate sull’IA, sia attraverso queste dimostrazioni scientifiche operative congiunte, si possano raccogliere dati e prove utili a prendere le decisioni giuste nel lungo periodo“.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.