Le batterie della Nissan Leaf avranno seconda vita nelle ferrovie giapponesi

Le ferrovie giapponesi utilizzeranno le batterie della Nissan Leaf come accumulatori di energia di riserva dei passaggi a livello. Rispetto alle batterie di piombo in uso oggi, queste durano di più, si ricaricano prima e sono controllabili da remoto

batterie della Nissan Leaf

di Andrea Barbieri Carones

(Rinnovabili.it) – Alla fine della loro vita automobilistica le batterie della Nissan Leaf potranno avere una vita ferroviaria. Il costruttore giapponese ha infatti siglato un accordo con la East Japan Railway Company per un riutilizzo nei passaggi a livello della rete.

Quello di dare una “seconda opportunità” agli accumulatori di energia non è una novità, visto che talvolta trovano impiego sulle barche o negli aeroporti. Ma questa modalità non sembra essere mai stata esplorata prima.

Fino a oggi le aziende che gestiscono le reti ferroviarie in tutto il mondo installano unità di alimentazione che garantiscano che i passaggi a livelli funzionino correttamente in ogni circostanza. Anche durante il black out.

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Le batterie della Nissan Leaf, auto completamente elettrica lanciata a fine 2010, sono particolarmente durature e resistenti al tempo. Al punto che, secondo la stessa azienda giapponese, potrebbero essere utilizzate a bordo delle auto anche per più di 20 anni.

Ma non solo: sempre secondo gli ingegneri Nissan, le batterie della Leaf giunte a fine vita potrebbero comunque immagazzinare tra il 60 e l’80% dell’energia di quanto facevano appena uscite dalla fabbrica.

Da qui l’impiego ai passaggi a livello, fino a oggi alimentati da batterie al piombo difficili da installare e poco ecosostenibili. L’utilizzo delle batterie della Nissan Leaf aiuta a ridurre l’impatto ambientale anche perché non occorrerebbe sprecare energia per produrne di nuove.

Batterie della Nissan Leaf, controllabili da remoto

Ma ci sono altri vantaggi. A iniziare dal tempo di ricarica, che nel caso delle batterie riciclate sarebbe di un terzo inferiore rispetto a quella al piombo-acido. Terzo:  durano una decina d’anni, rispetto al periodo compreso tra i 3 e i 7 anni del piombo. 

Forse il quarto vantaggio è il più importante. Mentre con le vecchie batterie i tecnici ferroviari dovevano visitare i passaggi a livello per controllare fisicamente che il prodotto fosse in ordine, carico e non deteriorato, con le batterie Nissan si può fare tutto a distanza.

Come avviene sulle Leaf, le batterie sono collegate con un sistema di controllo che “dialoga” con chi è al volante, segnalando valori di ricarica, autonomia residua ed eventuali problemi. E questo porterà a migliori standard di manutenzione.

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Manutenzione che sarà comunque preventiva, visto che per essere installate nei passaggi a livello le batterie della Nissan Leaf dovranno essere leggermente modificate in modo da resistere agli agenti atmosferici come fulmini e tifoni.

Quanto messo in campo dalla East Japan Railway Company per ora è in fase di test nella prefettura di Fukushima. Se l’esperimento andasse bene, l’azienda potrebbe utilizzarle anche come sistema di accumulo per l’equipaggiamento degli strumenti di comunicazione senza fili. 

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