La biopiattaforma nata dalla “ceneri” dell’inceneritore di Sesto San Giovanni

Iniziati i lavori di dismissione del vecchio impianto di incenerimento, per lasciar spazio al nuovo polo di economia circolare di CAP-CORE

biopiattaforma

(Rinnovabili.it) – Il vecchio inceneritore di CORE a Sesto San Giovanni (Lombardia) è stato spento in via definitiva. Al suo posto sorgere invece una biopiattaforma carbon neutral dedicata all’economia circolare. Di cosa si tratta ? Dello speciale progetto del Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, per la riqualificazione e per il rilancio del sito in ottica green. L’iniziativa era stata presentata nel 2019 in occasione di Ecomondo, fornendo i primi dettagli di massima. Oggi si entra nel vivo dei lavori di realizzazione, dopo l’acquisto a febbraio, da parte del Gruppo CAP, della maggioranza azionaria del Consorzio Recupero Energetici (CORE), gestore del sito. 

Come funzionerà la biopiattaforma?

Si tratta, come spiega la stessa Regione Lombardia, di un “progetto unico in Italia e il più importante a livello europeo”. L’obiettivo della biopiattaforma è valorizzare i rifiuti generati localmente trasformandoli in energia e sottoprodotti utili. Nel dettaglio, la struttura opererà su due linee. Da un lato si occuperà di convertire i Forsu (la frazione umida organica della differenziata) in biometano. Dall’altra trasformerà i fanghi, provenienti da 40 depuratori sul territorio della Città metropolitana, in fertilizzanti ed energia termica.

“La Biopiattaforma – spiega Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP – si caratterizza per la sua formula di governance equiparabile ai più moderni impianti europei. Tecnologie innovative al servizio della gestione sostenibile dei rifiuti, management pubblico dell’impianto che ne assicura efficienza e trasparenza e partecipazione attiva dei cittadini le cui istanze hanno indirizzato già nella fase autorizzativa le scelte di tutti gli attori in gioco. Una sfida rivoluzionaria nel nome dell’economia circolare carbon neutral, il cui iter è durato 5 anni. Mi auguro che con le prossime risorse in arrivo con il PNRR, vengano varate normative che possano accelerare il percorso autorizzativo”.

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Da programma, il trattamento dei rifiuti umidi dovrebbe partire ad ottobre 2022. Entro marzo 2023 sarà aggiunta anche la seconda linea. A regime la struttura valorizzerà 65.000 tonnellate di fanghi prodotti ogni anno per produrre ben 11.120 MWh termici per il teleriscaldamento

All’inaugurazione dei lavori hanno reso parte l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, ed i sindaci dei Comuni del Consorzio CORE. “La sfida che abbiamo di fronte – ha detto Raffaele Cattaneo – è quella di dimostrare che l’ambiente è il nuovo nome dello sviluppo e che questo orienterà l’azione delle imprese. Spegniamo un vecchio termovalorizzatore, uno dei più piccoli e meno efficienti per i rifiuti urbani, – ha puntualizzato –  e accendiamo un percorso innovativo. Sarà, infatti un impianto, che attraverso la essicazione e termovalorizzazione permetterà una gestione più efficace dei fanghi da depurazione”. 

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