Conou: dai dati dell’estate, la conferma della tenuta industriale

La raccolta di olio lubrificante usato nei mesi immediatamente successivi al lockdown indica una decisa ripartenza del sistema industriale del Paese

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Nel periodo giugno-agosto il CONOU è riuscito a mantenere stabile il livello di raccolta di oli usati

(Rinnovabili.it) – Non è possibile leggere il destino delle persone nei fondi del caffè, ma conoscere presente e passato del sistema industriale guardando l’olio usato, lo è. Non si tratta di un’arte esoterica, ma dell’attento lavoro svolto del CONOU, il consorzio italiano che dal 1984 si occupa di raccogliere e rigenerare gli oli minerali usati. Grazie al coordinamento di 64 aziende di raccolta distribuite su tutto il territorio nazionale in questi anni il CONOU ha gestito 6 milioni di tonnellate di rifiuti: lubrificanti provenienti da industrie, stazioni di servizio, autoriparatori ed isole ecologiche. Di questi 6 milioni, ne ha avviato a rigenerazione 5,3, consentendo un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro.

Ma soprattutto è diventato in qualche modo la cartina tornasole della resilienza dell’industria italiana, come ha dimostrato nelle prime fase emergenziali. E lo ribadisce oggi in occasione Circonomia, il festival dell’economia circolare e delle energie dei territori, spiegando come negli ultimi mesi l’attività della Filiera degli oli minerali usati non si sia mai fermata.

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Un lavoro da sempre a favore dell’ambiente che ha mantenuto la continuità operativa anche nella fase più critica dell’emergenza sanitaria: i Concessionari Raccoglitori del consorzio non hanno mai interrotto né rallentato l’attività, consentendo alle imprese italiane di continuare la produzione, ove possibile, o di effettuare, anticipandole, le manutenzioni programmate o straordinarie (generatrici di oli usati); nel contempo le raffinerie di Rigenerazione hanno mantenuto in funzione i loro impianti e depositi garantendo la integrità e la continuità del ciclo.

Il CONOU si conferma così esempio concreto di economia circolare – ha affermato Paolo Tomasi, Presidente del Consorzio dal palco dell’evento. “Risultati che contribuiscono a posizionare il nostro Paese come eccellenza a livello europeo in termini di raccolta differenziata e riutilizzo dei rifiuti, anche nell’attuale fase di emergenza internazionale. Segno che il tessuto imprenditoriale italiano è ripartito e intenzionato a recuperare le perdite provocate dalla crisi sanitaria mondiale”.

Ovviamente, si è registrata una inevitabile flessione della raccolta nazionale, giustificata dall’andamento complessivo del mercato: confrontando l’evidenza del periodo giugno-agosto 2020 con lo stesso periodo dello scorso anno, il CONOU è riuscito a mantenere in sostanza stabile il livello di raccoltarecuperando 43.475 tonnellate di olio usato nel trimestre estivo 2020 contro le 44.276 tonnellate del 2019.

Le stime ad oggi prevedono per l’anno 2020 una riduzione dell’ordine del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nella prima metà del mese di settembre 2020, comunque, si è rilevata una leggera ripresa rispetto all’anno scorso (8.163 tonnellate contro le 7.861 del 2019).

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Il CONOU ha dimostrato ancora di più in questi lunghi mesi di essere pronto a sostenere l’uscita del Paese dalla crisi”, ha aggiunto il Presidente del Consorzio. “Oggi non possiamo però non auspicare che un’economia circolare abbia ulteriori possibilità per dimostrarsi piena e matura in un contesto economico e sociale più ampio che sappia promuovere una crescita stabile e il dinamismo del tessuto delle imprese e attività sia pubbliche che private”.

In questo senso – ha aggiunto Tomasi – mi auguro che gli interventi che discenderanno dal piano di investimenti del Recovery Fund europeo possano sostenere il percorso di rinascita che abbiamo di fronte a noi. Un progetto strutturale che dovrà integrare gioco forza gli argomenti della salvaguardia ambientale e della Circolarità per essere valido e ed efficace”. 

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