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Dalle piantagioni di zucchero all’asfalto: una nuova tecnologia per il bitume

Dal Brasile una promettente ricerca che sfrutta gli scarti della produzione di zucchero e li trasforma in asfalto più resistente e sostenibile

Dalle piantagioni di zucchero all'asfalto: una nuova tecnologia per il bitume
Immagine creata con IA

Asfalto allo zucchero. Se fino a ieri la canna da zucchero era associata esclusivamente all’industria alimentare o ai biocarburanti, oggi una ricerca pubblicata su Scientific Reports rivela che i suoi scarti potrebbero servire alla costruzione di strade più resistenti, economiche e, soprattutto, sostenibili.

Il paradosso del rifiuto: dalla combustione alla strada

Per comprendere il processo di sviluppo, ci riferiamo alla bagassa, il residuo fibroso che rimane dopo la spremitura della canna da cui deriva lo zucchero. Attualmente, le industrie zuccherifere bruciano questo materiale di scarto per produrre energia termica, ma questa combustione genera enormi quantità di cenere che rappresenta solo un ingombrante rifiuto di fine ciclo da smaltire. I ricercatori dell’Università Statale di Maringá, in Brasile, hanno ribaltato questa prospettiva, integrando la cenere nelle miscele bituminose per sostituire parzialmente i leganti tradizionali e i metalli fini.

Asfalto sostenibile , la ricetta vincente

La ricerca ha analizzato le prestazioni del cosiddetto Semi-Flexible Pavement, una struttura che combina la flessibilità dell’asfalto con la rigidità di una boiacca cementizia (una miscela fluida di cemento e acqua). Il salto di qualità tecnologico avviene quando la cenere di bagassa viene combinata con la nano-silice; questa combinazione agisce a livello microscopico confermando che l’interazione accelera le reazioni di idratazione, creando una matrice molto più densa e priva di vuoti. In particolare, la miscela ottimale prevede una sostituzione del 10% di cemento con cenere di bagassa e l’aggiunta dell’1% di nano-silice.

Numeri che cambiano il cantiere

I risultati dei test di laboratorio dell’università brasiliana hanno dimostrato che rispetto alle miscele convenzionali, l‘asfalto arricchito con lo “zucchero” ha mostrato una stabilità di oltre l’88% in più rispetto all’asfalto a caldo tradizionale, una riduzione dei solchi del 70% ed un aumento dell’elasticità del 18% fondamentale per gestire le escursioni termiche ed evitare crepe. Infine, a differenza dell’asfalto comune che si degrada rapidamente con le perdite di carburante, questa miscela mantiene il 93% della sua forza anche dopo l’immersione totale.

Asfalto sostenibile certificato

L’impatto ambientale è un altro dato molto significativo. L’uso della cenere di bagassa permette di ridurre dell’8,4% le emissioni di CO2 incorporate per metro cubo di materiale, compensando anche l’energia necessaria a produrre la nano-silice. Inoltre, l’utilizzo di scarti agricoli riduce la necessità di attività estrattive nelle cave per gli inerti tradizionali.

Dalla teoria alla pratica

Questa ricerca non è rimasta confinata tra le mura di un laboratorio. È già in corso una sperimentazione pratica su un tratto della strada statale BR-158, tra Campo Mourão e Maringá, in Brasile. Se i monitoraggi a lungo termine confermeranno questi dati, l’asfalto a base di canna da zucchero potrebbe diventare il nuovo standard per le infrastrutture pesanti e le aree ad alto traffico.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.