Direttiva UE riciclo: 800mila posti di lavoro da target più ambiziosi

Programmata per domani la votazione degli eurodeputati ENVI sulla legislazione in materia di rifiuti. Momento decisivo per il futuro dell’occupazione europea

 

Direttiva UE riciclo: 800mila posti di lavoro da target più ambiziosi

 

(Rinnovabili.it) – Aumentando gli obiettivi europei su riciclo e riuso, si creerebbero 800mila nuovi posti di lavoro in tutta Europa. Questo il messaggio che oggi European Environmental Bureau (EBB) manda alla Commissione Ambiente dell’Europarlamento. I deputati dell’ENVI voteranno domani la nuova normativa comunitaria in tema rifiuti, inclusa nel pacchetto Economia Circolare che l’esecutivo ha presentato a dicembre 2015.

 

In ballo c’è la revisione della direttiva quadro sui rifiuti e le misure inerenti gli imballaggi, batterie ed auto a fine vita, RAEE e discariche. Un ampio gruppo di interventi normativi che possono fare la differenza non solo sul piano ambientale. Come spiega EBB, federazione di organizzazioni impegnate nella protezione di ambiente e biodiversità all’interno della UE, se gli europarlamentari sosterranno gli obiettivi di riciclo più ambiziosi, il settore occupazionale sarà il primo a beneficiarne. L’industria legata al recupero delle materie prime e alla riparazione potrebbe creare ben 867.000 posti di lavoro nell’Unione entro il 2030, abbastanza per impiegare un sesto dei giovani attualmente disoccupati nel blocco dei Ventotto. I deputati del Comitato Ambiente dovranno però esigere che il 70 per cento di tutti i rifiuti creati nell’UE venga riutilizzato o riciclato entro la stessa data, impostando anche un obiettivo chiaro nella riparazione degli oggetti.

 

Precedenti ricerche commissionate da Friends of the Earth Europe indicavano per un obiettivo al 70% di riciclo municipale raggiunto entro il 2025, un potenziale di 322.000 nuovi posti di lavoro diretti, 160.000 indiretti e 80.400 posti di lavoro indotti – per un totale di più di 563.000 green job. Ma spiega EBB, a causa delle limitazioni dei dati a livello europeo, queste stime non comprendono le opportunità legate alla riparazione, riutilizzo e rigenerazione di mobili, RAEE o altri flussi di valore. In altre parole fino a ieri le stime sono rimaste prudenti. “La creazione di nuovi posti di lavoro e la riduzione drastica dei rifiuti che inquinano i mari – commenta Piotr Barczak di EBB – sono solo due dei vantaggi che l’incremento dei target potrebbe portare. Ma per cogliere veramente queste opportunità, i deputati devono mostrare ambizione durante la prossima votazione”.

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