Dal whisky un filtro per recuperare i metalli dai rifiuti elettronici

Dalla Scozia il sistema che separa metalli preziosi dai rifiuti elettronici attraverso un filtro prodotto dagli scarti di distillazione del whisky

raccolta raee
By CODIGO82Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Un filtro per rifiuti elettronici a partire dagli scarti della distillazione del whisky

(Rinnovabili.it) – Recuperare metalli preziosi dai rifiuti elettronici è tra i temi più importanti per l’economia circolare. Ora un nuovo sistema, sviluppato in Scozia, apre nuove possibilità. Come? Permettendo di separare oro, argento, palladio e altri metalli dai circuiti con elevata efficienza. L’azione avviene attraverso un mix di tecniche chimiche e biologiche.

Lo studio è stato realizzato da un consorzio composto dalla società SEM, di Aberdeen, che si occupa di tecnologia ambientale, dal fornitore di servizi rifiuti WEEE Scotland, dall’Università di Edimburgo e dall’IBioIC (Industrial Biotechnology Innovation Centre).

I partner hanno messo a punto un nuovo processo di riciclo dei RAEE che utilizza solventi riciclabili per estrarre oro prezioso e rame dai circuiti stampati. I metalli rimanenti, come alluminio, stagno e zinco, sono recuperati successivamente dalla soluzione utilizzando il sistema di filtrazione “Dram” di SEM. Prodotto riutilizzando scarti della distillazione del whisky di malto, il filtro cattura i metalli rimanenti, combinando l’azione microbica con varie forme di assorbimento organico.

Leigh Cassidy, capo scientifico di SEM, ha dichiarato: “Esistono diversi metodi per rimuovere metalli preziosi dai rifiuti elettronici, ma sono in gran parte chimici e fisici e hanno un costo ambientale. Questo progetto ha dimostrato l’uso di un approccio che è più radicato nella biologia e, per questo, è molto più sostenibile; ogni fase del processo di filtrazione ha un impatto inferiore rispetto a qualsiasi modo tradizionale. Ora stiamo cercando di integrare il sistema nelle operazioni dei RAEE e poi portarlo in altri siti dove i processi possono essere resi più rispettosi dell’ambiente. La prossima fase sarà la commercializzazione della tecnologia a pieno effetto, e stiamo mettendo insieme le offerte di finanziamento per farlo accadere”.

Il dottor Jason Love, ha sottolineato i vantaggi ambientali di questo tipo di tecnologia. “Molti dei processi esistenti utilizzano la fusione. Può funzionare bene, ma per farlo si usa molta energia – principalmente da combustibili fossili. Con questo progetto, utilizziamo metodi idrometallurgici, che riducono notevolmente i costi energetici e sono facilmente scalabili. Questo funziona se si vuole farlo su larga o piccola scala”.

I ricercatori del consorzio scozzese sperano di riuscire ad applicare questa tecnologia anche a RAEE come vecchi televisori, pc e smartphone.

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