Quando il riciclo dei materiali è alla base della produzione di auto

Skoda, il costruttore auto del gruppo Volkswagen, sta studiando come riciclare i materiali delle auto a fine vita o con difetti di costruzione. Per ottenere forti risparmi di risorse e minori scarti

riciclo dei materiali

di Andrea Barbieri Carones

(Rinnovabili.it) – Il riciclo dei materiali nel settore auto corre spedito anche grazie a Skoda. Il costruttore del gruppo Volkswagen, infatti, è alla costante ricerca di soluzioni per riutilizzare le materie prime nel processo produttivo.

I principi fondamentali dell’economia circolare sono quattro: minimizzare l’impatto sull’ambiente, ridurre le risorse utilizzate e limitarne la perdita, massimizzando al tempo stesso la loro circolazione.

A questo scopo in azienda lavora un team interdisciplinare, coordinato dal dipartimento Ecologia e Sicurezza sul lavoro, con la missione di cercare nuove opportunità e modalità per attuare questi principi. “Stiamo introducendo misure efficaci sia in termini di protezione ambientale e uso efficiente delle risorse, sia dal punto di vista finanziario” spiega Lenka Bočková, responsabile dell’unità.

Questa strategia di riciclo dei materiali è stata applicata, ad esempio, nella manutenzione dei macchinari idraulici. Di ciascuno viene monitorato – costantemente e  in tempo reale – lo stato di salute dei lubrificanti. Questi ultimi vengono analizzati dagli specialisti del Central Technical Service che si trova nel FabLab, il laboratorio Skoda dedicato all’innovazione. In questo modo è incrementata la vita utile dei lubrificanti e, allo stesso tempo, è diminuita la frequenza di malfunzionamenti e imprevisti.

Riciclo dei materiali auto, nel 2020 risparmio di 100 tonnellate di olio

Bastino 2 cifre: solo lo scorso anno sono stati filtrati più di 100.000 litri di olio (circa 100 tonnellate), con un risparmio di circa 200.000 Euro sugli acquisti. Questo senza contare la maggiore affidabilità della linea produttiva, che ha avuto bisogno di meno ricambi ed è rimasta ferma per meno tempo.

Il riciclo dei materiali non riguarda solo l’olio lubrificante ma l’intera catena di fornitura. Ha in corso anche progetti pilota sul riutilizzo del vetro e della gomma.

E per questo ha svolto formazione specifica nei concessionari sulla gestione circolare del vetro delle auto a fine vita. Quando vengono smontati, sono restituiti all’industria del vetro per il riciclo e il successivo riutilizzo. Nello specifico, i frammenti di vetro primario sono impiegati per produrre nuovi parabrezza e finestrini.

Dal vetro alla plastica. Anche questa viene recuperata dalle auto a fine vita (o dalle auto difettose) e riutilizzata per l’assemblaggio delle vetture nuove.

Addirittura, certi componenti sono costruiti al 100% con materiali riciclati, mentre altri prevedono una combinazione tra questi e materiali vergini.

Alcuni esempi? In alcuni modelli le coperture esterne del telaio, i passaruota e i tubi di drenaggio dell’acqua all’interno del cofano sono in plastica riciclata. 

In particolare, vengono costruiti utilizzando materiali riciclati ricavati dalle coperture delle batterie delle auto usate. Ma la plastica riciclata, in questo caso proveniente dalle bottiglie, si trova anche nei tappetini, nel rivestimento del bagagliaio e in alcuni altri dettagli.

Gli specialisti dello Sviluppo Tecnico stanno anche sperimentando l’uso di fibre estratte dagli scarti di lavorazione del cocco, del lino, della barbabietola e del caffè. L’obiettivo prioritario è salvaguardare le risorse naturali e utilizzare materiali di scarto.

Il risparmio di acqua e il riciclo della plastica

Nel reparto verniciatura, poi, si utilizza la calce macinata, dato che è in grado di assorbire le particelle di vernice attraverso un processo chiamato essiccazione.

Con questo metodo non c’è bisogno di acqua: l’aria che circola all’interno della stanza dove vengono verniciate le auto contiene la calce macinata, che cattura le particelle di vernice e di smalto. In questo modo usiamo solo il 20% di aria “fresca”, con un risparmio energetico dell’80% nella gestione dell’atmosfera all’interno della zona dedicata alla verniciatura” spiega Veronika Nýdrová, che lavora alla pianificazione dei processi del reparto verniciatura.

Inoltre, dopo che la calce macinata si è saturata di vernice, viene utilizzata ancora in un altro processo chiamato desolforazione dei gas di scarico che avviene nella centrale termica ŠKO-ENERGO.

Un altro esempio di economiacircolare è la cooperazione tra il reparto Sviluppo Tecnico e i produttori di granulati oppure con l’azienda specializzata nel riciclo Praktik. L’obiettivo è realizzare materiali utili partendo per esempio dai paraurti usati o trovare idee per riutilizzare l’olio motore o il liquido dei freni.

Stiamo lavorando anche al riciclo chimico, con cui si può trasformare la plastica usata in un prodotto con qualità simile al materiale vergine grazie a un processo chimico” aggiunge Lukáš Zuzánek dell’unità Corrosione, Resistenza agli Agenti Atmosferici e Sviluppo dei Materiali.

In Skoda ci sono molti altri esempi concreti di applicazione dei principi dell’economia circolare: dall’aumento della percentuale di materiali riciclati, al riutilizzo degli imballaggi nella logistica, a soluzioni tecniche innovative nella produzione.

Skoda ha coinvolto i propri collaboratori nella strategia e negli obiettivi che riguardano la sostenibilità e la decarbonizzazione. E lo ha fatto durante la GreenWeek, iniziativa che ha visto la casa del gruppo Volkswagen dedicare un’intera settimana lavorativa a talk e workshop sugli argomenti che sono alla base del futuro dell’azienda.

L’evento, che quest’anno ha avuto come tema centrale proprio l’economia circolare, è stato organizzato online, dando la possibilità a tutti di partecipare.

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