La lampada allo xeno che cancella l’inchiostro e aiuta il riciclo della carta

Sviluppato presso la Rutgers University, il processo sfrutta impulsi ad alte frequenze e un tampone all’etanolo per rimuovere inchiostro nero, rosso, blu e verde.

riciclo della carta Il metodo permette il riuso dello stesso foglio fino a 5 volte, lo stesso numero garantito dalla filiera del riciclo della carta

 

(Rinnovabili.it) – Un team di ricercatori della Rutgers University, nel New Jersey, ha sviluppato una nuova tecnica per eliminare l’inchiostro dai tradizionali fogli stampati come quelli utilizzati in casa o in ufficio: un metodo rivoluzionario che potrebbe cambiare la filiera del riciclo della carta permettendo il riutilizzo dei normali fogli da stampa fino a 5 volte prima del macero.

 

Il processo ottico (non laser) sviluppato dagli studiosi americani sfrutta impulsi ad alta frequenza di una lampada allo xeno: la carta irradiata viene poi pulita con un tampone a base di etanolo per rimuovere inchiostro nero, blu, rosso e verde (questi ultimi colori, però, risultano più difficili da cancellare e il processo è possibile solo dopo l’incorporazione di una parte di toner nero).

 

riciclo della carta lampada xeno

 

“Il nostro metodo rende possibile cancellare e poi ristampare sulla stessa carta fino a un massimo di 5 volte, che coincide anche con la possibilità di riuso offerta dai convenzionali processi di riciclo – ha spiegato il coautore dello studio, Rajiv Malhotra, professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale presso la Scuola d’Ingegneria della Rutgers University – Eliminando i passaggi dei convenzionali cicli di riciclo, il nostro metodo di cancellazione può ridurre i costi energetici, l’inquinamento e le emissioni di gas serra della filiera”.

 

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Gli studiosi si concentreranno adesso nel testare il metodo su un ampio spettro di tonalità e su diverse tipologie di carta. Il processo richiede attrezzature relativamente economiche e piccole quantità di alcool: per questo il team del professor Mahotra sta valutando la possibilità di integrare il processo all’interno delle normali stampanti domestiche e da ufficio.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Cleaner Production.

 

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