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Riciclo pannelli fotovoltaici, fino a 500mila l’anno nel nuovo hub industriale

Un investimento da 5 milioni di euro dà vita a un hub industriale dedicato al recupero dei moduli fotovoltaici a fine vita e alla rigenerazione degli imballaggi industriali IBC. Previsti oltre 20 nuovi posti di lavoro e una capacità di trattamento fino a 500.000 pannelli l'anno.

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Riciclo pannelli fotovoltaici, fino a 500mila l'anno nel nuovo hub industriale
Immagine fornita da RIDA’

Riciclo pannelli fotovoltaici, l’impianto di economia circolare ad Ancona

Un polo industriale che spinge sulla valorizzazione dell’economia circolare in Italia. Sono due gli impianti che puntano al trattamento e recupero dei pannelli fotovoltaici a fine vita ed alla rigenerazione delle cisternette IBC, imballaggi industriali riutilizzabili progettati per il trasporto e lo stoccaggio di liquidi, fluidi viscosi e sostanze sfuse. Un investimento da 5 milioni di euro in provincia di Ancona, per lo sviluppo di un’infrastruttura industriale che punta ad un ruolo importante nel percorso della decarbonizzazione e della gestione efficiente delle risorse.

In questo scenario si inserisce il piano di investimenti promosso da RIDA’, società nata dalla partnership strategica con OMCE e da imprenditori con un solido know-how nella gestione dei rifiuti. L’iniziativa prevede la realizzazione di un hub industriale integrato destinato a diventare un punto di riferimento per l’intero Centro Italia, che unisce due filiere ad alto valore strategico: il riuso degli imballaggi industriali e il riciclo ad alta efficienza dei pannelli fotovoltaici. A regime, l’operazione genererà oltre 20 nuovi posti di lavoro qualificati tra tecnici, operatori specializzati, responsabili di processo e addetti al controllo qualità e R&D.

Quadro normativo UE: PPWR e Critical Raw Materials Act

L’investimento nell’anconetano intercetta direttamente due dei pilastri normativi della politica ambientale europea:

  1. Il nuovo Regolamento Imballaggi (PPWR – UE 2025/40): entrato in vigore con l’obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti e incentivare il riuso, il PPWR introduce obiettivi di riutilizzo per alcune categorie di imballaggi e chiede al sistema industriale la massima valorizzazione del packaging attraverso il ricondizionamento e l’estensione del ciclo di vita prima del riciclo finale.
  2. Il Critical Raw Materials Act e la Direttiva RAEE: mira a rafforzare l’approvvigionamento europeo di materie prime critiche ed incentiva riciclo e recupero per ridurre la dipendenza dai mercati esteri. Nel caso dei moduli fotovoltaici dismessi, questi contengono risorse preziose, come il silicio, il rame, l’argento, l’alluminio.

In Italia, il settore dei rifiuti elettrici ed elettronici registra flussi in costante aumento, superando le 540.000 tonnellate complessivamente trattate all’anno. Nel comparto fotovoltaico, il progressivo invecchiamento del parco installato e l’accelerazione degli interventi di revamping e repowering sostenuti parzialmente dai fondi del PNRR stanno generando volumi crescenti di moduli da avviare al recupero.

Imballaggi industriali: 80.000 cisternette rigenerate

Le cisternette IBC sono contenitori indispensabili nei settori chimico, alimentare, cosmetico e farmaceutico. Oggi, una quota rilevante di questi imballaggi viene dismessa precocemente pur conservando un’idoneità strutturale perfetta. Il primo impianto di RIDA’ punta a spezzare questa logica, operando una rigenerazione completa con una capacità nominale fino a 80.000 cisternette all’anno.

I contenitori che superano le rigorose prove di tenuta e controllo qualità vengono reimmessi sul mercato come alternativa sostenibile ed economica al nuovo, riducendo in modo significativo le emissioni di carbonio legate alla produzione di nuova plastica e acciaio. Le componenti usurate o danneggiate vengono invece avviate a riciclo di materia.

Riciclo pannelli fotovoltaici: recupero fino al 100%

Il secondo polo produttivo di Ancona, come dicevamo, è dedicato al trattamento e valorizzazione dei moduli fotovoltaici a fine vita. La struttura partirà con una capacità di gestione fino a 500.000 pannelli all’anno – pari a circa 150 MW di potenza installata – con un’architettura modulare predisposta ad assorbire i picchi di volume attesi nei prossimi anni.

Grazie a linee ad alta automazione, l’impianto sarà in grado di trattare diverse tipologie tecnologiche (vetro-backsheet, vetro-vetro, moduli bifacciali e pannelli danneggiati), con l’obiettivo di recuperare fino al 100% del peso del modulo sotto forma di Materie Prime Seconde:

  • Vetro e Alluminio;
  • Rame e Argento;
  • Silicio;
  • Polimeri
  • j-box

L’impianto si propone come partner tecnico per produttori, installatori, consorzi di gestione RAEE, utility ed operatori ambientali, garantendo la piena compliance con la normativa di settore.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.