Quali sono gli ultimi trend della transizione energetica? Su quali tecnologie scommettere? E a quale velocità si stanno muovendo i diversi mercati? Per rispondere a queste domande, Rinnovabili ha intervistato Horst Dufner, Head of The smarter E Europe, la più grande alleanza fieristica dedicata al settore dell'energia.

Per capire in che direzione sta andando la transizione energetica, non bastano le statistiche sulla capacità rinnovabile installata: è necessario conoscere il mercato, toccare con mano gli ultimi trend tecnologici, comprendere sfide e potenzialità, tenersi aggiornati sull’evoluzione di regole e norme. In Europa esiste un luogo specifico dove ottenere tutto ciò: The smarter E Europe, la più grande alleanza europea di fiere per il settore energetico.
L’appuntamento ha chiuso la sua edizione 2026 con numeri record: 2.650 espositori provenienti da 52 Paesi e 105.000 visitatori professionali provenienti da ben 163 nazioni. E con un messaggio preciso e concreto: le energie rinnovabili possono contribuire a garantire un approvvigionamento energetico affidabile, sicuro ed economicamente vantaggioso 24 ore su 24, sette giorni su sette.
Ne abbiamo parlato con Horst Dufner, responsabile dell’evento, per fare il punto della situazione e comprendere il segreto dietro la lunga lista di successi che hanno caratterizzato The smarter E Europe.
Dott. Dufner, da quando The smarter E Europe è nato sulle basi storiche poste da Intersolar, il settore energetico ha subito una profonda trasformazione. L’evento ha sempre anticipato le esigenze del mercato, evolvendo da un insieme di fiere specialistiche verticali a un ecosistema completamente integrato. Guardando indietro, quali cambiamenti radicali hanno influenzato maggiormente lo sviluppo di questo evento e quali differenze tra le edizioni passate e quelle odierne risaltano particolarmente in termini di formato e programmazione fieristica?
Il punto di svolta per la nostra alleanza fieristica è stato l’adozione su larga scala e la diffusione del fotovoltaico e delle batterie in seguito al calo dei prezzi di queste due tecnologie negli scorsi anni.
Entrambe sono ormai tecnologie energetiche che definiscono gli standard del settore e hanno quote di mercato dominanti. L’anno scorso sono stati installati 664 gigawatt di nuova potenza fotovoltaica, che hanno permesso al parco solare globale di superare per la prima volta la soglia dei tre terawatt (TW). Nell’ambito degli accumulatori a batteria, nel 2025 in Europa è stato registrato un aumento di 36 gigawattora (GWh), pari a un incremento del 48 per cento rispetto all’anno precedente, grazie al quale la capacità di accumulo europea ha superato per la prima volta la soglia dei 100 GWh.
Il fotovoltaico e gli accumulatori stanno conquistando quote di mercato sempre più elevate a livello mondiale e questa internazionalizzazione del settore ha fortemente contribuito al successo del nostro evento. Nuovi modelli di business e tecnologie stanno entrando sul mercato a ritmo serrato, ad esempio nel settore delle celle solari colorate e dell’agrivoltaico. Per quanto riguarda gli accumulatori, lo sviluppo del mercato è trainato esclusivamente da investimenti privati, resi possibili da diversi flussi di ricavi, come ad esempio quelli derivanti da operazioni di arbitraggio. Dal punto di vista tematico, il nostro settore non si occupa più esclusivamente della produzione, ma piuttosto dell’integrazione di quantità sempre maggiori di energia rinnovabile nelle reti elettriche.
Come evento, ci siamo evoluti notevolmente. Da fiera dedicata al solare a evento sull’energia, in cui vengono offerte soluzioni sistemiche per l’intera filiera dei sistemi di approvvigionamento basati sulle energie rinnovabili. L’attenzione non è più rivolta ai singoli prodotti, ma a un’interazione efficiente tra i componenti, al fine di raggiungere un approvvigionamento interamente da energie rinnovabili integrato e completo in tutti i settori. Le aziende si stanno trasformando da semplici produttori a fornitori di sistemi e spesso offrono gamme complete e coordinate tra loro di prodotti e servizi, come inverter, accumulatori a batteria o sistemi di montaggio e di gestione dell’energia. Questa diversificazione accelera l’innovazione e la nascita di nuovi modelli di business, come abbiamo percepito chiaramente quest’anno all’alleanza fieristica.

Lo scorso anno, le tensioni geopolitiche e la conseguente crisi energetica hanno trasformato la transizione verde da un obiettivo a lungo termine a un’urgente questione di sicurezza nazionale. In che modo questo forte impulso e il senso di urgenza si riflettono concretamente sul mercato? Come stanno cambiando i profili e le esigenze dei visitatori e degli espositori presenti quest’anno?
L’urgenza si riscontra con evidenza nell’enorme crescita del mercato del fotovoltaico e degli accumulatori. A causa dell’attuale crisi dell’approvvigionamento, in molti paesi europei a questo fa seguito una crescita altrettanto forte dei sistemi correlati e soprattutto della mobilità elettrica. I profili e le esigenze dei visitatori e degli espositori stanno cambiando, orientandosi verso un approccio fortemente sistemico in termini di domanda e offerta: i componenti fotovoltaici, i sistemi di accumulo e le infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici vengono concepiti congiuntamente e richiesti come sistemi unici. Questa combinazione sta vivendo un vero e proprio boom, in particolare nel settore commerciale.
Veniamo al cuore dell’evento di quest’anno: quali sono i temi generali e le aree tematiche principali che hanno caratterizzato l’edizione 2026 e, secondo lei, dove c’erano le maggiori aspettative in termini di innovazione e opportunità commerciali?
Il tema principale era chiaramente l’approvvigionamento 24 ore su 24 con energie rinnovabili e si è discusso della sua fattibilità tecnica, dei benefici sociali e dei vantaggi economici che comporta. È stato così anche per la nostra esposizione speciale “Renewables 24/7”, in occasione della quale abbiamo sfatato, sulla base di dati concreti, i miti relativi all’eccessiva variabilità della produzione o ai periodi senza sole né vento. Lo abbiamo fatto basandoci su uno studio esclusivo su un approvvigionamento energetico interamente rinnovabile per un paese industrializzato come la Germania, in cui già oggi circa il 60% dell’elettricità viene prodotta da fonti rinnovabili, che abbiamo elaborato in collaborazione con l’Istituto Fraunhofer per i sistemi energetici solari ISE.
È proprio in questo contesto che vediamo il maggiore potenziale in termini di innovazione e opportunità commerciali: grazie alla digitalizzazione e allo sfruttamento della flessibilità nascono nuove soluzioni che non hanno più nulla a che vedere con la semplice produzione di chilowattora, ad esempio attraverso la gestione intelligente dell’energia, le previsioni basate sull’intelligenza artificiale e un controllo a beneficio della rete. Anche qualsiasi forma di accumulo energetico è in primo piano, che si tratti di accumulatori a batteria, della produzione di idrogeno verde o dell’integrazione delle batterie dei veicoli tramite la ricarica bidirezionale, che sta prendendo sempre più piede.

Il fotovoltaico rimane il motore della transizione energetica. Sulla base della sua vasta esperienza e alla luce delle soluzioni tecnologiche presentate quest’anno, quali tendenze innovative specifiche stanno attualmente caratterizzando la concorrenza globale nel mercato del solare?
Innanzitutto, è decisivo il fatto che il fotovoltaico e gli accumulatori a batteria vengano ormai sempre più spesso considerati e progettati insieme nella realizzazione degli impianti: gli impianti ibridi con fotovoltaico e BESS o la co-location con accumulatori su un unico punto di connessione alla rete stanno diventando lo standard del settore, il che da un lato aumenta la complessità per progettisti e sviluppatori, ma dall’altro migliora notevolmente la redditività dei grandi impianti fotovoltaici. Inoltre, osserviamo una crescente domanda di tecnologie di stabilizzazione per il sistema elettrico: un prodotto importante in questo ambito è rappresentato dagli inverter grid forming, che grazie alle loro caratteristiche rilevanti ai fini del sistema vengono impiegati, in combinazione con accumulatori a batteria, nella maggior parte dei grandi mercati solari.
A livello di celle, il cambiamento tecnologico è particolarmente evidente: la vecchia tecnologia PERC è praticamente scomparsa, mentre la TOPCon (N-Type) è diventata chiaramente dominante con una quota di circa tre quarti del mercato, mentre le celle a eterogiunzione e a contatto posteriore occupano il segmento premium. Il vero salto innovativo proviene però dalla tecnologia tandem perovskite-silicio, che supera il limite di efficienza del silicio puro: i primi moduli a formato pieno raggiungono già un’efficienza superiore al 32%.
Allo stesso tempo, la concorrenza si sta spostando dalla tecnologia alla struttura del mercato: la capacità produttiva è pari a due o tre volte la domanda mondiale e la conseguente guerra dei prezzi sta portando in rosso persino i leader di mercato, con una conseguente pressione verso il consolidamento.
Il settore dell’immagazzinamento energetico sta vivendo un’età dell’oro, caratterizzata da una forte crescita in termini di brevetti, installazioni e investimenti globali. Questa tendenza straordinariamente positiva si riflette direttamente nelle innovazioni in materia di prodotti e nel numero di aziende partecipanti ad ees Europe?
Senza dubbio! ees Europe ha occupato sei padiglioni nell’edizione di quest’anno, mentre The smarter E Europe ha ospitato un totale di 2.650 espositori. Lo si vede chiaramente anche dalle soluzioni di accumulo premiate quest’anno con il The smarter E AWARD: da semplici buffer energetici, gli accumulatori stanno diventando ancore di stabilità attive per la rete. Sono sempre più i sistemi di accumulo su larga scala che offrono tramite i propri inverter funzioni grid forming, capacità di black start e inerzia sintetica, ovvero proprio quei servizi di sistema che in passato erano forniti dalle centrali elettriche convenzionali.

Allo stesso tempo, la tecnologia si sta diversificando: oltre ai progressi nell’elettronica di potenza e nella sicurezza, stanno maturando tecnologie chimiche alternative per le celle, come quelle agli ioni di sodio, che non richiedono l’uso del litio e che stanno già dando prova di sé in progetti su scala reale. Il boom, quindi, non si traduce in una semplice moltiplicazione di prodotti simili, ma in prodotti qualitativamente nuovi.
Negli ultimi tempi, la filiera delle tecnologie pulite è diventata un punto nevralgico di intense tensioni globali e conflitti commerciali. Ritiene che una piattaforma internazionale come The Smarter E Europe possa svolgere un ruolo nella diplomazia industriale, offrendo uno spazio neutrale in grado di superare le barriere geopolitiche e svolgendo la funzione di catalizzatore per nuove collaborazioni e partnership transnazionali?
Sono convinto di sì. The smarter E è da sempre molto più di una semplice alleanza fieristica B2B. Grazie alla sua grande varietà di eventi di networking, alle conversazioni nei padiglioni, alle conferenze e ai forum, nascono legami che vanno ben oltre la singola transazione commerciale e che, in definitiva, accelerano lo sviluppo dei progetti e l’introduzione di innovazioni.
Tutto questo ha un effetto moltiplicatore da non sottovalutare. Con ogni progetto che nasce dall’alleanza fieristica, la visibilità delle tecnologie aumenta al di là dei confini nazionali. Ogni progetto realizzato accresce l’importanza sociale delle energie rinnovabili e diventa un modello di riferimento per quelli successivi, sia nell’UE che a livello globale. E poiché una fiera è sempre anche un luogo di scambio di esperienze e conoscenze, le “lessons learned” da un mercato confluiscono direttamente in quello successivo. Questo contribuisce in modo tangibile allo sviluppo del mercato europeo e globale.
Il punto cruciale per me è la velocità di attuazione. Dimostriamo in modo molto efficace ciò che l’industria è effettivamente in grado di realizzare e ne acceleriamo l’attuazione. Un ottimo esempio è la nostra esposizione speciale “Renewables 24/7”, che abbiamo realizzato insieme a una rete di sponsor industriali, partner aziendali e associazioni e sottolinea esattamente ciò che ci contraddistingue: siamo ben più di una semplice fiera. È proprio in questo che risiede la nostra forza: affrontare le sfide all’interno di una solida rete mondiale di partner. Laddove la politica divide, il lavoro congiunto su progetti concreti crea fiducia; e questa fiducia è la base di ogni cooperazione transnazionale.












