La probabilità che all'inizio del 2027 in un mese la temperatura globale superi i 2 gradi Celsius di riscaldamento ha raggiunto una percentuale compresa tra il 35% e il 40%.

El Niño forte: per la prima volta la temperatura media globale mensile oltre i 2 gradi Celsius
Un evento di El Niño forte, che già si sta verificando a luglio, potrebbe spingere nel 2027 la temperatura media globale mensile oltre i 2 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali, un livello mai registrato prima. Lo ha riferito da Bloomberg citando le proiezioni della Rosenstiel School of Marine, Atmospheric, and Earth Science dell’Università di Miami.
La probabilità che all’inizio del 2027 in un mese la temperatura globale superi i 2 gradi Celsius di riscaldamento ha raggiunto una percentuale compresa tra il 35% e il 40%, come ha spiegato Ben Kirtman, preside della Rosenstiel School of Marine, Atmospheric, and Earth Science di Miami.
“Siamo parlando di una probabilità elevata – ha dichiarato Kirtman – davvero alta, ed è forse questo l’aspetto che le persone non colgono“. Le probabilità che un mese possa essere più caldo di 2 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali è aumentata in maniera significativa nelle ultime settimane, giacché i meteorologi hanno rivisto al rialzo le loro stime per l’attuale evento di El Niño, che probabilmente sarà il più forte della storia moderna. Il caldo che porta El Niño si aggiunge a un’accelerazione del riscaldamento globale che gli scienziati stanno ancora cercando di studiare più da vicino.
Superare la soglia dei 2 gradi Celsius di riscaldamento per un singolo mese non significa solo valicare un limite psicologico. Come ha concluso il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (IPCC), ogni singola frazione di riscaldamento è in grado di alterare le temperature, le precipitazioni e l’umidità del suolo. “Superare quella soglia è importante, perché molto presto ci ritroveremo a misurare: quanti mesi all’anno la stiamo superando?“, ha detto ancora Kirtman.
L’estate 2026 ha causato caldo record e seri incendi in Europa. Oltre a far innalzare le temperature, gli scienziati prevedono che il progressivo rafforzarsi di El Niño aggraverà le condizioni di siccità e metterà a dura prova la produzione alimentare in alcune aree del mondo.
L’ipotesi secondo cui i 2 gradi C potessero rappresentare un limite massimo ragionevole per un cambiamento climatico gestibile risale alla metà degli anni Settanta. Più di 40 anni dopo, quasi 200 Paesi hanno concordato a Parigi di fissarlo come limite entro cui circoscrivere il cambiamento climatico, sforzandosi di mantenere il riscaldamento al di sotto di 1,5 gradi C come media a lungo termine su un orizzonte di circa 20 anni. Ebbene, il pianeta potrebbe oltrepassare questo limite ideale entro la fine di questo decennio, secondo il servizio Copernicus sui cambiamenti climatici.
Il picco di calore in Europa ha infranto i record storici degli anni Settanta
Ondate di calore come quella che l’Europa ha vissuto a fine giugno sono ciò che gli scienziati si aspettano di vedere in un clima che cambia. Lo ha spiegato John Kennedy, responsabile delle informazioni sul clima presso l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM). “Nei cinquant’anni trascorsi dalla storica ondata di caldo del 1976, l’Europa nel suo complesso si è riscaldata di circa 2 gradi C. È il continente che si sta riscaldando più rapidamente“.
I picchi di calore sono dovuti principalmente alle elevate temperature della superficie marina, che sono state le più alte mai registrate per il mese di giugno, secondo l’aggiornamento mensile del programma europeo Copernicus Climate Change Service.
A livello globale, infatti, la temperatura media mensile della superficie del mare per l’oceano extra-polare (60°S-60°N) è stata la più alta mai registrata a giugno 2026, superando il record precedente stabilito a giugno 2024. Questo riflette in parte, secondo il servizio meteo-climatico, lo sviluppo di forti condizioni di El Niño nella regione del Pacifico equatoriale. L’ondata di calore da record ha avuto anche un effetto sulla salute, contribuendo ai decessi correlati al caldo.
L’Europa ha registrato anche una diffusa aridità che, insieme al caldo estremo, ha contribuito ad alimentare i gravi incendi boschivi che hanno tragicamente interessato il continente e ha aumentato il rischio di siccità in alcune zone dell’Europa orientale. Sempre secondo l’OMM, il caldo in altre aree dell’Europa occidentale nel mese di luglio ha provocato violente tempeste localizzate e ha peggiorato la siccità, incrementando così il rischio di incendi.












