Rifiuti elettronici, nuovo processo per estrarre i metalli in 15 minuti

Obiettivo finale del progetto RecEOL è costruire una struttura pilota per dimostrare che un impianto commerciale scalabile è economicamente redditizio.

Rifiuti elettronici, nuovo processo per estrarre i metalli in 15 minuti

(Rinnovabili.it) – Ottenere oltre il 95 per cento di rame, alluminio, acciaio e materiale di saldatura dal rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, combinando due metodi di riciclo brevettati. È questo l’obiettivo di RecEOL, un nuovo progetto di ricerca internazionale, capitanato dall’University College di Cork, in Irlanda. Secondo i ricercatori, il processo fin qui messo a punto supera già l’attuale tasso di riciclo del 70-80 per cento.

Alla base della ricerca c’è un processo di riciclo dei circuiti stampati, sviluppato e brevettato dalla società Composite Recycling Ltd, che effettua un trattamento con l’azoto e utilizza sale fuso a temperature di 350-400 °C per recuperare metalli preziosi in soli 15 minuti. La tecnologia non richiede la macinazione dei circuiti stampati. In questo modo non c’è  perdita di contenuto metallici e si riducono significativamente i costi di capitale e operativi rispetto ai processi tradizionali.

Secondo i ricercatori, si tratta della prima tecnologia di riciclo di questo genere in grado di recuperare dai rifiuti elettronici in modo efficiente metalli critici, come l’indio e il tantalio, i cui tassi di riciclo si attestano attualmente tra il 50 e l’80 per cento. Con questa nuova tecnologia, sarebbe possibile trattare anche schermi LCD, batterie e scarti di demolizione delle automobili.

Il progetto internazionale RecEOL è cofinanziato dall’Agenzia per la protezione ambientale dell’Irlanda e dal Servizio geologico irlandese, nonché dal programma di finanziamento europeo ERA-MIN2, un’azione ERA-NET Cofund che, sulla base dell’esperienza del progetto ERA-MIN, ha come obiettivo il rafforzamento del coordinamento dei programmi di ricerca nazionali e regionali nel settore dei materiali non trasformati.

Obiettivo finale del progetto RecEOL è costruire una struttura pilota per dimostrare che un impianto commerciale scalabile è economicamente redditizio.

Hanno collaborato al progetto Frank Riedewald, di Composite Recycling Ltd e Maria Sousa Gallagher, dell’Istituto di ricerca ambientale dell’Università di Cork. Tra i partner internazionali che stanno sostenendo RecEOL ci sono il Politecnico di Friburgo (Germania), Coolrec (Belgio), Alumisel (Spagna) e Muldenhütten Recycling und Umwelttechnik (Germania).

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